10 maggio 2011

COMUNICATO STAMPA SULLE AFFERMAZIONI DEL DEPUTATO SCILIPOTI DOMENICO

Le recenti esternazioni pubbliche del deputato Scilipoti Domenico ci obbligano, a tutela dei pazienti e dell’onorabilità e serietà della nostra professione, a una decisa e nettissima presa di posizione che disconosce qualunque pretesa del suddetto deputato di rappresentanza del movimento delle Medicine Tradizionali e Non Convenzionali in Italia.

Le sigle che costituiscono il Comitato Permanente di Consenso e Coordinamento per le Medicine Non Convenzionali in Italia, che comprendono le più rappresentative associazioni di medici di tutte le MNC classificate dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, dei professionisti delle professioni sanitarie primarie dell'Osteopatia e della Chiropratica, e dei pazienti che a questo mondo si rifanno, si dissociano dai contenuti, oltre che dalla forma, delle affermazioni del deputato, non riconoscendogli alcun titolo, né delega, né diritto a rappresentare con autorevolezza, verità e competenza le istanze dei medici che queste discipline esercitano con competenza, in scienza e coscienza, e dei pazienti che a queste discipline ricorrono con beneficio per la loro salute.

Considerano pertanto anche immotivata e ingiustificata, visto il suo ruolo di deputato nella vigente Legislatura, la sua recente nomina ad “Esperto per la Medicina Complementare del Consiglio Superiore di Sanità”, ruolo esclusivamente tecnico e competenziale per il quale sono richiesti requisiti che il deputato non possiede se non per autoreferenziale investitura.

Milano, 07.05.2011
La Coordinatrice, Dott.ssa Antonella Ronchi
Coordinatrice@ComitatoMNC.org

Il Comitato è stato costituito venerdì 5 dicembre 2003 a Bologna tra i firmatari del Documento di Consenso sulle MNC in Italia sottoscritto alla Conferenza di Consenso sulle MNC in Italia tenutasi a Bologna il 20 ottobre nell'ambito del 43° Congresso Nazionale della Società Italiana di Psichiatria.

Successivamente altre associazioni hanno chiesto di sottoscrivere il Documento di Consenso, al cui contenuto si rimanda, e sulla base di esso di aderire al Comitato per realizzarne i contenuti.

Dal Documento di Consenso, ultimo comma. “Il Documento di Consenso, condiviso dai rappresentanti autorevoli delle discipline non convenzionali in Italia qui convenute e da medici e ricercatori esperti della materia, intende costituire il presupposto per una continuità di azione unitaria in tale settore della medicina, aperta a tutte le componenti sanitarie, nelle sedi rappresentative della Professione medica (FNOMCeO e Ordini Provinciali), presso le Istituzioni della Repubblica sia nazionali che regionali e territoriali, nonché nei confronti delle Associazioni dei cittadini”.

Per la difesa dei diritti di ogni essere vivente e per la tutela dell’ambiente

COMUNICATO-INVITO di EQUIVITA
09/05/11

Per la difesa dei diritti di ogni essere vivente e per la tutela dell’ambiente,

Con il patrocinio di: * Ministero della Salute * CITTA, Centro di Ricerca Interdisciplinare, Territorio Turismo e Ambiente - Sapienza Università di Roma

Le associazioni: Comitato Scientifico EQUIVITA e Movimento Ecologico Nazionale UNA

Vi invitano a partecipare alla conferenza

“L’errore nella ricerca biomedica”
nel corso della quale sarà consegnato il

Premio Pietro Croce* per l’abolizione della sperimentazione animale (IV edizione)

Centro Congressi, Facoltà di Scienze della Comunicazione, Sapienza Università di Roma,
Via Salaria 113
martedì 17 maggio 2011, dalle ore 15:00 alle ore 19:30

Il movimento scientifico antivivisezionista, che ha sempre denunciato la sperimentazione animale quale metodo non scientifico (“Nessuna specie animale può essere modello sperimentale di un’altra specie”, Pietro Croce) ha ottenuto negli ultimi anni notevoli successi, grazie a numerosi contributi dal mondo della ricerca. Tra questi il più importante è venuto dal Consiglio Nazionale delle Ricerche degli Stati Uniti (NRC) che nel Rapporto “Toxicity Testing in the XXI Century” dice: “la tossicologia si sta avvicinando ad un cambiamento epocale, di quelli che hanno dato nuovo corso alla storia della scienza […] Le prove di tossicità passeranno da un sistema basato sullo studio dell’animale a un sistema basato principalmente sugli studi in vitro; questi possono infatti valutare, con l’osservazione delle cellule, i cambiamenti nei processi biologici”.

Commentando questa notizia Jeremy Rifkin ha scritto:
“Da anni le associazioni che si battono contro la sperimentazione animale sostengono questa tesi e vengono schernite […] ma ora l’establishment scientifico è arrivato alla stessa conclusione: le prove di tossicità eseguite su animali sono da considerarsi scienza di cattiva qualità. Dalla loro sostituzione dipende la salvezza di molte vite umane”. (L’Espresso 15/11/07).

Per superare il vecchio paradigma e diffondere il nuovo pensiero scientifico, occorre opporsi ad interessi economici sempre più forti, ad ostacoli culturali, politici e di comunicazione. E’ indispensabile far conoscere le verità scientifiche e non consentire che la sperimentazione animale venga giustificata quale pratica “necessaria” all’umanità. Perché tale metodo di ricerca fa in modo che:
1) l’uomo sia la vera cavia, spesso inconsapevole, di ogni nuova sostanza o terapia.
2) le moderne tecnologie, derivate dalle straordinarie nuove conquiste della scienza (in particolare nella genetica e la microbiologia) non vengano utilizzate, nonostante esse siano di gran lunga più avanzate e in grado di tutelare realmente la salute di tutti noi.

Il premio sarà assegnato al video ritenuto più adatto a veicolare i concetti chiave sui quali si basa il movimento antivivisezionista scientifico.
Interverranno anche: prof. Alberto Mattiacci, prof. Enzo Patierno, prof. Gianni Tamino, dott. André Ménache

Per informazioni: Comitato Scientifico EQUIVITA : + 39.06.3220720, + 39.335.8444949
Email: equivita@equivita.it - www.equivita.org

(*) Pietro Croce, primario anatomo-patologo dell’ospedale Sacco di Milano, membro del ”College of American Pathologists”, è lo scienziato che maggiormente ha contribuito, in Europa e nel mondo, alla nascita del nuovo pensiero scientifico antivivisezionista, in particolare con il libro “Vivisezione o scienza”, diffuso in tutto il mondo sin dal 1982.

PROGRAMMA

Ore 3:00 pm Presentazione delle associazioni promotrici:
Fabrizia Pratesi de Ferrariis, Comitato Scientifico EQUIVITA
Francarita Catelani, Movimento Ecologico Nazionale UNA:
Ore 3:20 pm Benvenuto e introduzione:
Alberto Mattiacci, docente di Economia e Gestione delle Imprese, Facoltà di Scienze della Comunicazione, Università La Sapienza.
Ore 3:40 pm Enzo Patierno, docente di Comunicazione per lo Sviluppo Sostenibile, Facoltà di Scienze della Comunicazione, Università La Sapienza.
Ore 4:00 pm “L’indispensabile aggiornamento della ricerca biomedica”
Gianni Tamino, docente di biologia, Università di Padova, Presidente di EQUIVITA.
André Menache, medico veterinario, direttore di “Antidote Europe”.
Ore 4:50 pm “Premio Croce per l’abolizione della sperimentazione animale”, IV edizione
Vanessa Tucci, Comitato Scientifico EQUIVITA.
PROIEZIONE DEI VIDEO PREMIATI
ASSEGNAZIONE DEi PREMI AI VINCITORI , da parte di:
Ebe dalle Fabriche, Presidente Movimento UNA
Gianni Tamino, Presidente di EQUIVITA.
Ore 6:30 pm Fulco Pratesi, Presidente onorario WWF.
Ore 6:50 pm Sylvia Croce: un saluto e un ringraziamento al Dipartimento.
Ore 7:15 pm Fine della conferenza.

NB: La conferenza è aperta a tutti

26 aprile 2011

A Parigi un’alleanza europea per sconfiggere la vivisezione

COMUNICATO EQUIVITA 26/04/11

Davanti al meraviglioso e storico scenario del municipio di Parigi si è svolta sabato 23 aprile una manifestazione antivivisezionista europea organizzata da “Antidote-Europe”, “Fondazione Brigitte Bardot” e “International Campaigns”.
Ad essa ha aderito il Comitato Scientifico EQUIVITA insieme alla maggioranza delle associazioni europee che chiedono a gran voce l’abolizione della sperimentazione animale.

Erano presenti sia i difensori dei diritti degli animali che le associazioni che si battono per un miglioramento della scienza e la tutela della salute umana. Tema principale degli interventi è stato, in un caso come nell’altro, quello dell’inaccettabile fallacia dei test su animali, che, invece di condurre al progresso scientifico, sono oggi in grande parte causa delle sconfitte nelle cure delle malattie più gravi. La violazione dei diritti degli animali ha dimostrato, infatti, da lungo tempo di portare l’umanità alla violazione dei diritti umani (primo tra tutti quello alla salute).

L’origine di questa manifestazione è stata lo sdegno sollevato dalla nuova Direttiva europea 2011/63 sulla sperimentazione animale. Questa Direttiva, invece di aprire alle nuove tecnologie portate dai molti progressi recenti della scienza (come è stato fatto negli Stati Uniti), ha voluto fare un passo indietro rafforzando l’uso del “modello animale”.

La proposta del Comitato Scientifico EQUIVITA (rappresentato dalla coordinatrice Fabrizia Pratesi), accolta da tutte le associazioni, è stata di attivarsi al più presto per una raccolta di firme europea ai fini della presentazione alla Commissione di una proposta di legge di iniziativa popolare. Questo è reso oggi per la prima volta possibile dall’articolo 11 del Trattato di Lisbona (il cui Regolamento è stato di recente approvato). La legge che sarà proposta dovrà correggere la rotta segnata dalla Direttiva 2011/63 e dovrà dare una speranza all’Europa di una reale tutela dei diritti umani e dell’ambiente, anche a discapito di interessi economici privati.

La manifestazione è stata seguita da una marcia che si è conclusa alla Place des Vosges, davanti alla casa di Victor Hugo, presidente della prima associazione antivivisezionista francese.

Comitato Scientifico EQUIVITA
Tel. + 39.06.3220720 + 39.335.8444949
E-mail: equivita@equivita.it
www.equivita.org

14 aprile 2011

I costi sociali degli Ogm

E’ giunta l’ora di una nuova politica globale

Il Comitato scientifico EQUIVITA si rallegra per la proposta della Commissione parlamentare UE “Salute pubblica e Sicurezza alimentare” (firmata On. Lepage), fatta alla Commissione Europea, di inserire la tutela della biodiversità e degli equilibri ambientali tra gli argomenti ai quali gli Stati membri potranno appellarsi per vietare gli Ogm sul loro territorio.

Se la proposta sarà accolta, vi sarà una reale possibilità per gli Stati membri della UE - anche in osservanza della Convenzione Internazionale sulla Biodiversità - di far valere il loro diritto ad essere Ogm-free.

IL Comitato Scientifico EQUIVITA ritiene, tuttavia, che l’integrazione, proposta dall’On. Lepage dovrà rappresentare il primo passo, necessario ma non certo sufficiente, di un ben più importante processo di riconversione dell’intera politica dell’UE in materia di Ogm (e di agricoltura in generale).
Infatti, mentre la Commissione concede agli Stati membri la facoltà di rifiutare gli Ogm sul loro territorio (un’arma che rischia comunque di essere spuntata, in particolare per l’apertura delle frontiere e per la nota impossibilità di coesistenza delle coltivazioni Ogm con altre colture, dovuta all’inquinamento genetico), essa ha da tempo annunciato un processo di approvazione degli Ogm assai più snello e veloce a livello europeo.

Non ha inoltre messo in atto le indicazioni avute dal Consiglio dei Ministri del 4/12/08, che i cittadini europei avevano accolto con grande entusiasmo.

Tali indicazioni si possono riassumere in 4 punti:

1) Autorizzazione per le zone dichiaratesi Ogm-free di essere tali.
2) Applicazione del principio di precauzione, con particolare attenzione alla valutazione dell’effetto dei pesticidi - o diserbanti - il cui consumo si quadruplica con gli Ogm e i cui danni per la salute e l’ambiente si mostrano sempre più evidenti.
3) Introduzione di valutazioni effettuate da scienziati indipendenti per lo studio degli effetti degli Ogm.
4) Valutazione dell’impatto socio-economico degli Ogm.

Di tutte le richieste fatte dal Consiglio dei Ministri l’ultima di questo elenco (valutazione dell’impatto socio-economico) è stata, malgrado fosse la più importante, di gran lunga la più trascurata.

Eppure, guardando anche l’attuale situazione del Nord Africa, vediamo quali possano essere le conseguenze di una politica internazionale assai miope e dissennata, che non ha saputo usare criteri di giustizia e di democrazia. Analizzando il ruolo che le politiche e gli organismi internazionali (in primis il WTO) hanno avuto nella diffusione degli Ogm, vediamo che è grazie a questi che le aziende transnazionali hanno ottenuto il controllo, spesso il monopolio, della produzione e della distribuzione di cibo nel mondo. Ne consegue che la modifica genetica è sempre stata un pretesto per ottenere il brevetto … e i diritti che ne derivano ad ogni ciclo riproduttivo della pianta.

Il Comitato Scientifico EQUIVITA, già Comitato Scientifico Antivivisezionista, si è sempre battuto (a partire dal 1995 opponendosi alla direttiva 98/44) contro tali brevetti, per tutelare il bene comune più importante che possediamo e che mai avrebbe dovuto essere privatizzato: la materia vivente del pianeta.

Come dice Luciano Gallino (la Repubblica, 10.5.08) nell’articolo “Così l’occidente produce la fame nel mondo”: “Abbiamo smantellato i sistemi agricoli regionali, ricchi di biodiversità, partecipi degli ecosistemi locali, facilmente adattabili alle variazioni di clima, che avrebbero potuto nutrire la popolazione del posto. Abbiamo consentito che fossero sostituiti dall’agricoltura estensiva delle grandi corporation”. (destinata ad alimentare gli animali d’allevamento dei paesi ricchi, ndr).
Dall’India all’America Latina, dall’Africa all’Indonesia e alle Filippine, milioni di ettari sono stati trasferiti in pochi anni dalle colture intensive tradizionali praticate dalle piccole aziende contadine a colture estensive gestite dalle grandi corporation delle granaglie (…). I contadini, espulsi dai campi, vanno a gonfiare gli sterminati slum urbani del pianeta, oppure si uccidono. Nella sola India vi sono stati tra il 1995 e il 2006 almeno duecentomila suicidi di piccoli coltivatori (…) Al singolo individuo di questa parte del mondo resta da decidere cosa fare. Può spegnere la TV (...). Oppure può decidere di investire una quota dei suoi risparmi in azioni dell’agrindustria (…), un investimento promettente perché i prezzi degli alimentari continueranno a crescere. Infine può scrivere al proprio deputato in Parlamento chiedendogli di adoperarsi per far costruire attorno alla penisola un muro alto dodici metri per tener fuori gli affamati”.

La migliore ragione per opporci agli Ogm, più ancora del danno alla salute, più ancora del danno all’ambiente, è proprio questa… gli Ogm sono, in quanto piante o animali privatizzati, uno dei migliori strumenti usati per quella che Gallino chiama “la produzione industriale della fame nel mondo”.
Questo argomento dovrebbe essere un motivo di appello per gli Stati che si oppongono agli Ogm, in attesa di una presa di coscienza generale che ci consenta la diffusione dell’informazione e l’avvio di un processo di riconversione della politica economica ed agricola mondiale.

Comitato Scientifico EQUIVITA
Tel. + 39.06.3220720, + 39.335.8444949
E-mail: equivita@equivita.it www.equivita.org

COMUNICATO EQUIVITA 14/04/11