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27 aprile 2012

PSICOFARMACI: UN TREDICENNE SU QUATTRO LI ASSUME, SPESSO SENZA PRESCRIZIONE

Comunicato stampa del 27/04/2012


Studio dell'Università di Torino: psicofarmaci assunti dal 25% dei minori con amici e/o somministrati dai genitori senza alcuna prescrizione medica. Alberto Ugazio (SIP): "in assenza di patologia la terapia farmacologica non è assolutamente indicata". Poma (Giù le Mani dai Bambini): "Appello al Ministro Balduzzi: allarme già rilanciato da noi nel 2009, ma l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e l’Agenzia del Farmaco (AIFA) continuano a sottostimare il problema"


TORINO - Secondo i risultati di uno studio condotto dall'Università di Torino a cura della Dott. sa Roberta Siliquini – Professore Ordinario di Epidemiologia, Igiene Generale e Sanità Pubblica all’Università di Torino - un adolescente su quattro assume psicofarmaci a casa, su consiglio dei genitori, o fuori casa, in accordo con gli amici, quasi sempre senza prescrizione medica. Inizialmente, lo studio ha preso in esame una casistica di 600 soggetti, ma il progetto di ricerca prevede di arrivare a 2.000 casi esaminati entro la fine del corrente anno, alla ricerca di conferme per un trend che vari commentatori esperti definiscono “inquietante”.

Dopo la presentazione dei risultati preliminari della ricerca, il primo commento ufficiale è quello del Presidente della Società Italiana di Pediatria (SIP), il Dott. Alberto Ugazio, il quale ricorda che "l’automedicazione, o il fai da te‚ è quanto di meno auspicabile possa esserci per la salute dei nostri bambini. Inoltre, l’ansia è un sintomo che va valutato attentamente: se non indica una patologia, la terapia farmacologica non è assolutamente indicata". Secondo la Prof. Siliquini, infatti, molte assunzioni improprie di psicofarmaci avvengono per scelta degli stessi genitori, che cercano in questo modo di “dare una risposta agli stati di disagio dei propri figli”.

"Un fenomeno inquietante, in continua crescita ovunque nel mondo, come anche nel nostro Paese - ha commentato Luca Poma, giornalista e Portavoce nazionale di “Giù le Mani dai Bambini”, il più rappresentativo comitato indipendente per la farmacovigilanza pediatrica in Italia (www.giulemanidaibambini.org) - che la nostra organizzazione aveva denunciato nel 2009, riprendendo i dati del ‘rapporto ESPAD’ che evidenziò già allora il 10% di minori che utilizzavano psicofarmaci con modalità “fai da te”.[1] I rischi sono molteplici - continua Poma – dagli effetti collaterali di queste molecole, che vanno dai problemi cardiaci anche gravi alla stimolazione di idee suicidarie, a seconda della classe farmacologica utilizzata, a quelli di carattere psicologico e pedagogico: stiamo permettendo la trasmissione ai nostri figli un modello sbagliato, ovvero che basta una pillola per risolvere qualsiasi problema. Tra l’altro questi prodotti – con buona pace delle norme stabilite dagli organismi sanitari di controllo – si reperiscono con estrema facilità su internet, pagando con un comune conto PayPal: sono perlomeno 7 anni che ci siamo messi a disposizione dell’Agenzia del Farmaco e dell’Istituto Superiore di Sanità una campagna seria di prevenzione su questo tema, che impegnerebbe ben poche risorse, ma il problema continua ad essere colpevolmente sottostimato. Ci appelliamo allora direttamente – conclude Poma - al Ministro della Salute Prof. Renato Balduzzi: non attendiamo che la situazione vada alla deriva, com’è già successo in USA e in altre nazioni, perché qui è in gioco il futuro delle nuove generazioni del nostro paese”

Per media relation: 337/415305 - portavoce@giulemanidaibambini.org



22 novembre 2011

III CONVEGNO NAZIONALE SULLA PLUSDOTAZIONE

COMUNICATO STAMPA DEL 22/11/2011

Valorizzare i bambini di talento: all’Università di Pavia il 3°
convegno nazionale dedicato ai “piccoli geni”
Pavia, Aula Golgi, 25-26 novembre 2011

Come individuare e valorizzare i bambini di elevate capacità cognitive e di notevole talento: se ne discute a Pavia il 25 e 26 novembre in occasione del terzo convegno nazionale dedicato allo sviluppo del potenziale dei bambini plusdotati. Esperti da tutto il mondo si confronteranno e presenteranno le più attuali ricerche sul tema.

Bambini intelligentissimi, ma anche iperattivi e distratti, bambini a volte isolati dai coetanei perché “diversi”: come aiutare genitori e insegnanti a riconoscere, valorizzare e inserire al meglio i bambini di talento e plusdotati? A questo tema è dedicato il III Convegno nazionale “Bambini gifted e di talento: l’approccio della ricerca” in programma il 25 e 26 novembre presso l’Aula Golgi dell’Università di Pavia (Piazza Botta n° 10), che rappresenta il momento conclusivo del ciclo di incontri la mente in movimento, e che analizzerà lo sviluppo del potenziale nei vari contesti educativi e formativi: come individuare i bambini gifted? Come valorizzarne le capacità nel sistema scolastico italiano e straniero? Su queste domande si concentra la prima giornata del convegno, il 25 novembre, orientata alla presentazione delle ricerche più attuali.


Tra i relatori, interverrà Maureen Neihart, dal National Institute of Education di Singapore, esperta di fama mondiale su tema del talento e della plusdotazione, che presenterà in anteprima una rivisitazione dei criteri diagnostici per l‘individuazione dei profili dei bambini gifted. La giornata ospiterà numerosi relatori nazionali e internazionali che a diverso titolo si occupano della valorizzazione del talento e vorrebbe porsi l’obiettivo di riflettere circa le linee guida da seguire per non disperdere il capitale umano di cui disponiamo.


La giornata del 26 novembre prevede laboratori specifici per insegnanti, bambini e genitori.

Il convegno è organizzato dal Laboratorio di Ricerca e Intervento per lo sviluppo del potenziale, del Talento e della Plusdotazione del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Pavia, che nel corso del 2011 ha approfondito il concetto di movimento e sviluppo dell’individuo anche grazie al ciclo di incontri “La mente in movimento. Nuovi approcci per coltivare il talento e sviluppare il potenziale.”


“Il concetto di movimento – dichiara la Prof. Maria Assunta Zanetti, Direttore scientifico del Laboratorio di Pavia - vuole richiamare il tema dello sviluppo individuale dei bambini all’interno di una prospettiva dinamica in cui interagiscano sia fattori cognitivi che fattori emotivi e relazionali, analizzando l’offerta di possibilità formative e spazi per giovani menti brillanti e creative, che costituiscono il vero capitale umano del nostro Paese.”

Luca Poma, giornalista e portavoce nazionale di “Giù le Mani dai Bambini” – primo e più rappresentativo comitato per la farmacovigilanza nel nostro paese (www.giulemanidaibambini.org), che modererà la giornata, ha dichiarato: “Iniziativa di valore questa dell’Università di Pavia: spesso questi bambini sono percepiti come ‘diversi’ dai coetanei e mal gestiti dal sistema scolastico, del tutto impreparato dinnanzi a un bambino plusdotato, con il risultato che le loro peculiarità rischiano di essere confuse con una patologia e impropriamente medicalizzate, anche – conclude Poma - mediante l’uso di psicofarmaci per contrastare la loro iperattività”

18 novembre 2011

L'ARTE DI MINA TORNA IN SCENA a BERGAMO: DOPO I SUCCESSI DI PARIGI, EMMA RE AL TEATRO SOCIALE PER LA GIORNATA MONDIALE DELL'INFANZIA DELL’ONU

COMUNICATO STAMPA 18/11/11

Domani, sabato 19/11/2011 nella splendida cornice storica del Teatro Sociale di Bergamo, Emma Re – reduce dai successi di Parigi, dove la Sua interpretazione della Tigre di Cremona ha registrato “sold-out” – interpreterà uno spettacolare concerto dal titolo "Oggi sono Mina". L'evento sarà preceduto da un contributo video esclusivo di Paolo Limiti, storico autore di Mina. Organizzazione a cura di Progetto Bergamo Onlus in collaborazione con il Comitato "Giù le Mani dai Bambini" Onlus. L’intero incasso viene devoluto in beneficenza.Informazioni sull’evento: www.giornatamondialeinfanzia.org

Una serata interamente dedicata a Mina, la cui voce ha incantato il mondo per generazioni: domani sera, 19 novembre h. 21.00 a Bergamo nella prestigiosa cornice storica del Teatro Sociale, si celebrerà la Giornata Mondiale dell'Infanzia delle Nazioni Unite, che ogni anno ricorre il 20 novembre. A interpretare nei suoi più famosi successi la "tigre di Cremona", sarà Emma Re, unica artista occidentale che si è esibita davanti a 92.000 persone all’evento di apertura delle Olimpiadi Pechino, ritrasmesso in mondo-visione, e che ha composto e arrangiato la colonna sonora del kolossal "The legend of Bruce Lee", trasmesso dalla TV di stato cinese in 22 paesi del mondo. Voce straordinaria e virtuosa, è reduce dai successi di Parigi, dove lo stilista Pierre Cardin l’ha definita “una delle voci femminili più intriganti degli ultimi 50 anni”.
Il confronto con Mina non spaventa l'artista, che ha dichiarato: "Il mio vuole essere un omaggio ad una delle più grandi artiste italiane di tutti i tempi. Ho caratterizzato con la mia voce le sue canzoni, immaginandola seduta tra le file del teatro, in fondo, con la sua abituale discrezione, ad ascoltarmi. Ho l’ambizione di sperare che sarebbe contenta del risultato”. A ulteriore conferma del forte legame con Mina, il concerto - presentato da Marco Balestri (Scherzi a parte, Stranamore, X Factor - sarà introdotto da una videointervista inedita di Paolo Limiti, realizzata per l’occasione. Paolo Limiti è uno dei volti più noti della televisione italiana, e ha collaborato con Mina per molti anni, scrivendo per Lei alcune delle canzoni di maggiore successo come “La Voce del Silenzio”, “Bugiardo e Incosciente”, “Buonasera, Dottore”, “Ballata d’Autunno”, “Eccomi” e molte altre.
Il concerto, dal titolo "Oggi sono Mina" si avvale del patrocinio del Ministero dei Beni e Attività Culturali, RAI – Radio Televisione Italiana, Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Comune di Bergamo. Il prezzo dei biglietti - acquistabili presso la biglietteria del teatro - pari a € 20 a poltrona, verrà interamente devoluto in beneficenza per programmi di informazione e sensibilizzazione sul diritto alla salute dei minori.
Informazioni sull’evento sono reperibili sul sito http://www.giornatamondialeinfanzia.org/

Per media-relation 338/7478239 – coordinatore@giulemanidaibambini.org

31 ottobre 2011

LA MULTINAZIONALE FARMACEUTICA SHIRE CENSURA E DIFFIDA LEGALMENTE UN PICCOLO SITO WEB DI MATERA

COMUNICATO STAMPA DEL 30/10/2011

“Il Resto”, sito web di informazione locale di Matera, ha ricevuto una diffida legale dalla Shire Italia: “Ritrattare quanto è stato scritto sulle strategie di marketing di Shire per introdurre un nuovo psicofarmaco per bambini in Italia, oppure venir denunciati in Tribunale e pagare i danni”, questa la sintesi della diffida secondo quanto riferisce il sito web lucano. Poma (giornalista, Giù le Mani dai Bambini): “Molto grave l’atteggiamento di Shire che vuole censurare internet: come al solito le multinazionali se la prendono solo con le piccole realtà e soffocano la libertà di espressione sul web”.

La storia è di quelle “da manuale”, ma per essere compresa richiede una premessa. A inizi 2011 SHIRE® – multinazionale farmaceutica inglese da oltre 3 miliardi di euro di fatturato – dà mandato a un’agenzia internazionale di pubbliche relazioni di promuovere in Italia iniziative sull’ADHD, la Sindrome da iperattività e deficit di attenzione (bambini troppo agitati e distratti), spesso “curata” con potenti psicofarmaci. Congressi, dialogo con la classe medica, articoli sui giornali: un’azione apparentemente culturale e di sensibilizzazione per informare su un disagio che riguarda sempre più famiglie e scuole, anche nel nostro paese. Nessuno però all’epoca sospetta che proprio SHIRE® sta per introdurre in Italia uno psicofarmaco per bambini, la Guanfacina, una vecchia molecola anti-ipertensiva autorizzata negli Stati Uniti i cui effetti collaterali – tra i quali grave confusione e depressione delle funzioni mentali (1) – non sono ancora stati misurati sui minori, ma che la multinazionale inglese vorrebbe riciclare per l’uso sui bimbi: una sperimentazione su bambini è - su iniziativa di SHIRE - in corso in quel periodo nella massima riservatezza (2) in un centro ricerche di Pisa.

Furono proprio i giornalisti della redazione di “Giù le Mani dai Bambini” – il più rappresentativo comitato indipendente per la farmacovigilanza pediatrica in Italia (www.giulemanidaibambini.org) a svelare i piani di SHIRE® in Italia, il cinque luglio scorso, lanciando un comunicato stampa estremamente dettagliato (3) e completo di tutte le prove circa i piani di sviluppo nel nostro paese per il redditizio business di quelle che un noto psichiatra americano, Allen Frances, ha recentemente definito “droghe legali in grado di dare più dipendenza di quelle illegali”.

Lo scandalo esplose subito: un’interrogazione parlamentare venne depositata alla Camera dei Deputati a firma dell’On. Paola Binetti e di altri deputati (4) e un’analoga iniziativa venne assunta al Parlamento Europeo dall’On. Cristiana Muscardini (5). Se ne parlò molto sui mass-media nazionali (6) e internazionali (7), fino in Australia, con il risultato che anche il Ministro della Salute Ferruccio Fazio ordinò una verifica dei NAS sulle presunte attività “promozionali” da parte di SHIRE®, verifica che - come spesso succede in Italia – si concluse con un nulla di fatto. “Le modalità di svolgimento dell’indagine dei NAS – conferma Luca Poma, giornalista e portavoce di “Giù le Mani dai Bambini” – hanno del ridicolo, tanto furono approssimative. L’unica cosa che avrebbero dovuto fare, ovvero sequestrare il contratto che provava il legame l’agenzia di PR e la multinazionale farmaceutica, guarda caso non l’hanno fatta, non mi risulta che abbiano neppure tentato di accedere nelle sedi ove esso era presumibilmente custodito, si sono limitati a riportare nelle loro conclusioni documenti presenti su internet, peraltro pubblicati da noi. Tanto fu scandalosa la gestione di questo dossier da parte dei NAS che scrivemmo una lettera aperta di protesta al Ministro Fazio (8)”

E siamo a oggi, quando – a sorpresa, nel corso delle feste per il ponte di Ognissanti, mesi dopo la fine della “querelle” – l’Avvocato Riccardo Francalanci per conto di SHIRE Italia con una lettera dai toni ultimativi ha diffidato un piccolo periodico di Matera, on-line su www.ilresto.tv, dal rimuovere immediatamente un articolo che rendicontava sull’accaduto in quei giorni di luglio. (9)

“E’ surreale che SHIRE trascini in tribunale – come ha annunciato di voler fare – un sito internet che ha come unica colpa quella di aver ripreso notizie ampiamente circolate sui mass-media nazionali e non solo, ha dichiarato Luca Poma. Perché non diffidano l’ADN Kronos che pure riprese la notizia, o Affari Italiani, o il quotidiano La Stampa, o la radio di Stato Australiana “SBS”? Nel perfetto stile delle multinazionali se la prendono solo con i più piccoli. Nella lettera legale di diffida, SHIRE afferma che la nostra denuncia di luglio non sarebbe abbastanza documentata: perché allora non attaccano direttamente noi? Tutto quello che abbiamo affermato è invece dettagliatamente documentato, tanto che SHIRE non si è mai azzardata a smentirlo (10). Lo stesso Amministratore delegato dell’agenzia di pubbliche relazioni incaricata da loro – con grande onestà intellettuale - ha ammesso l’esistenza dell’incarico per promozionale l’ADHD, e guarda caso SHIRE sta per introdurre uno psicofarmaco da somministrare ai bambini proprio per quella patologia: il nesso causale pare chiaro, o perlomeno degno di indagine giornalistica. Ora un piccolo giornale web di provincia è posto dinnanzi a una scelta: tutelare la libertà di espressione con il rischio di gravi problemi giudiziari, oppure auto-censurarsi per timore dei danni che la SHIRE richiederà e che porterebbero alla sicura chiusura della testata. L’atteggiamento arrogante della multinazionale è sconcertante: dal momento che uno psicofarmaco è stato autorizzato per l’uso sui bambini negli Stati Uniti, dove 11 milioni di bimbi sono quotidianamente drogati nella speranza vana di risolvere problemi di comportamento o di migliorare le performance scolastiche, tutto sarebbe regolare, e chi si permette di obiettare o di criticare la spregiudicatezza del marketing farmaceutico va denunciato, i giornali devono essere fatti tacere, e i risarcimenti per danno all’immagine devono fioccare nelle già ricche casse delle aziende farmaceutiche. Ebbene – conclude Poma – se sono questi i soggetti ai quali è affidata la salute nel nostro paese, temo che tra non molto anche in Italia si registreranno gli abusi già visti in USA”

Per media-relations: 337/415305 – portavoce@giulemanidaibambini.org

LINK DI DOCUMENTAZIONE E APPROFONDIMENTO:

(1) http://medicinasalute.com/curare/farmaci/farmaco/guanfacina-tx/
(2) SHIRE non ha mai emesso alcun comunicato stampa per informare l’opinione pubblica dell’avvio della sperimentazione sui bambini della Guanfacina, finalizzata ad introdurre in Italia lo psicofarmaco
(3) http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__168.pdf
(4) http://www.giulemanidaibambini.org/lettere/lettera131.pdf
(5) http://www.giulemanidaibambini.org/lettere/lettera133.pdf
(6) http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_diconodinoi__1345.pdf e http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_diconodinoi__1346.pdf
(7) http://www.giulemanidaibambini.org/video/videoplayer.php?v=player.swf?src=PAA_SBS.flv
(8) http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__170.pdf
(9) http://www.ilresto.tv/2011/10/primo-piano/shire-italia-diffida-articolo
(10) SHIRE non ha mai rettificato quanto denunciato da “Giù le Mani dai Bambini” ne ha mai emesso un comunicato stampa che confutasse le accuse o le smentisse







06 ottobre 2011

SOMMINISTRAZIONI "FACILI" DI PSICOFARMACI AI BIMBI

COMUNICATO STAMPA DEL 06/10/2011

SOMMINISTRAZIONI "FACILI" DI PSICOFARMACI AI BIMBI IN ITALIA, IN STRUTTURE PUBBLICHE: VIOLATE LE NORME DELL'AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO

Testimonianza della mamma di un bambino distratto e agitato a scuola: "All'ASL di San Donà di Piave mi hanno prescritto metanfetamine dopo una visita di neanche mezz'ora, proponendomi solo lo psicofarmaco e senza neanche informarmi dei potenziali effetti collaterali, eppure il mio bimbo non era grave". Poma (Giù le Mani dai Bambini): "E' necessaria un'immediata ispezione del Ministero presso questo centro pubblico che spaccia psicofarmaci ai bambini come fossero caramelle". Nonnis (Neuropsichiatria di Roma): "Sapevamo di abusi, ma in USA, evidentemente il mal costume è arrivato da noi". Binetti (Camera Deputati): "Ho presentato un'interrogazione urgente al Ministro: è necessario valutare la revoca immediata delle autorizzazioni ai centri che non seguono le direttive"

Pubblicata oggi da "Giù le Mani dai Bambini®" - il più rappresentativo Comitato per la farmacovigilanza pediatrica in Italia (www.giulemanidaibambini.org) - l'intervista alla mamma di un bambino distratto a scuola, e agitato lievemente sopra la norma, cui sarebbe stato prescritto un potente psicofarmaco (la metanfetamina Ritalin®) alla prima visita e senza illustrarne i potenziali effetti collaterali. Le linee guida per l'ADHD (Sindrome da Iperattività e Deficit di Attenzione) redatte dall'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS) - che prevedono procedure accurate, l'utilizzo del farmaco solo nei casi limite e comunque affiancato da terapie non farmacologiche - sarebbero quindi state violate dai vertici sanitari della neuropsichiatria di una delle più importanti ASL di riferimento nel nord-Italia per la cura di questi disturbi. La mamma in questione, che si era recata dal Dott. Dino Maschietto, neuropsichiatra infantile a capo del team della ULSS 10 di Dan Donà di Piave (VE), afferma infatti: "Il medico mi disse che dubitava che con qualsiasi altra tecnica mio figlio di 10 anni avrebbe potuto risolvere i suoi problemi, e quindi non mi ha proposto alcuna terapia alternativa
allo psicofarmaco, il tutto dopo una visita durata non più di mezz'ora, e senza fare il bimbo alcun esame medico se non la compilazione di questionari e qualche test".
Anche l'informativa sugli effetti collaterali - obbligatoria per legge quando si parla di questi discussi prodotti farmaceutici - pare essere stata trascurata: "No, non mi sono stati illustrati in alcun modo i possibili rischi del farmaco o gli effetti collaterali", ha affermato la signora, che ha fornito al Comitato i propri dati anagrafici completi.

Luca Poma, giornalista e portavoce di Giù le Mani dai Bambini® ha commentato così l'intervista: "Non posso che augurarmi che prima della reale somministrazione dello psicofarmaco si sarebbero fatti altri esami, ma certamente il perfezionamento di una diagnosi così delicata in mezz'ora lascia esterrefatti. E ancora più sconcertante è che non sia stata fatta una previsione di terapia non farmacologica, dato che si trattava di un caso di disagio lieve: la mamma è stata congedata avendo come unica possibile risposta la medicalizzazione del problema di comportamento del Suo bimbo, e questo è molto grave". Il Comitato ha avviato delle verifiche sul territorio della penisola, perché dalle segnalazioni pervenute quello di San Donà parrebbe non essere l'unico caso di prescrizioni disinvolte in strutture pubbliche nel nostro paese.

"Sono perplesso - commenta Enrico Nonnis, Dirigente di neuropsichiatria infantile all'ASL di Roma - sembra quasi che certe malepratiche americane siano arrivate anche da noi. E' evidente che una diagnosi in mezz'ora è cosa poco seria, ed è altrettanto evidente che sono stati violati gli standard, che per casi non gravi come quello raccontato da questa mamma richiederebbero interventi inizialmente non farmacologici, e comunque il farmaco puo essere indicato come soluzione solo dopo una valutazione estremamente accurata e sempre con terapie non farmacologiche associate".

Sentito per e-mail, Pietro Panei - responsabile nazionale del Progetto ADHD presso l'Istituto Superiore di Sanità, ha scritto: "Nel caso di inosservanza dei protocolli, quindi di somministrazione di farmaci senza concomitanti terapie psico-sociali e/o mancata acquisizione del consenso informato in modo adeguato ed esaustivo, operiamo un richiamo al Centro, e nel caso di sopravvenuta mancanza di uno o più requisiti per l'accreditamento segnaliamo il caso alle Autorità regionali per valutare il ritiro dell'accreditamento. Come estrema-ratio, potremmo anche impedire al centro l'accesso al registro dell'ADHD disattivando le chiavi elettroniche".

In risposta alla gravità del caso, l'On. Paola Binetti (UDC) ha presentato un'interrogazione urgente al Ministro della Salute On. Ferruccio Fazio, in cui chiede quali iniziative il dicastero intenda sollecitare presso l'AIFA per ottenere la revoca dell'accreditamento dell'ULSS 10 e l'individuazione sul territorio di un'ASL più attenta nell'applicazione delle linee guida obbligatorie. "Il problema comunque è a monte - ha dichiarato Binetti - perché - e lo dico da neuropsichiatria
infantile prima ancora che da parlamentare - se vogliamo davvero evitare il riproporsi da noi delle follie successe negli Stati Uniti, dove milioni di bambini assumono psicofarmaci ogni giorno, il Ministro dovrebbe aumentare i fondi a disposizione dell'Istituto Superiore di Sanità per il monitoraggio anti-abuso sul territorio, inserendo nel Registro nazionale di controllo non solo i due psicofarmaci attualmente monitorati, il Ritalin della Novartis e lo Strattera della Eli Lilly, bensì tutti gli psicofarmaci somministrati ai bambini italiani, perchè - ha concluso la Parlamentare - quando si parla dei nostri bimbi la prudenza non è mai troppa"

L'intervista è disponibile on-line in versione audio sul portale del Comitato all'indirizzo internet:

http://www.giulemanidaibambini.org/video/videoplayer.php?v=player.swf?src=fam_veneto_ritalin.flv

Per media-relation: 337/415305 - portavoce@giulemanidaibambini.org

12 luglio 2011

UN NUOVO PSICOFARMACO PER BAMBINI IN ITALIA

COMUNICATO STAMPA DELL’11/07/11

QUESTION TIME ALLA CAMERA, FAZIO CONFERMA: “UN NUOVO PSICOFARMACO PER BAMBINI IN ITALIA”. IL DOSSIER ARRIVA IN DISCUSSIONE ANCHE A BRUXELLES

Fazio risponde a Binetti nel “Question-Time”: “La sperimentazione sui bambini per lo psicofarmaco che migliora l’attenzione dei più piccoli è effettivamente in corso a Pisa”. Binetti: “Bene per la promessa di incremento di fondi per la vigilanza, peccato che in Finanziaria non ve ne sia traccia”. Interrogazione sul dossier al Parlamento Europeo, On. Muscardini “Operazione di marketing assai disinvolta, perché prima devono venire i bambini e solo dopo il business”. Poma (Giù le Mani dai Bambini): “La nostra denuncia era fondata, la strategia è chiara: medicalizzare bambini distratti e vivaci in sempre maggior numero”

Risposta a tempo record quella del Ministro per la Salute On. Ferruccio Fazio, che nel question-time alla Camera dei Deputati ha confermato l’esistenza presso lo “Stella Maris” di Pisa di una sperimentazione in corso su bambini, con somministrazione di una molecola psicoattiva per migliorarne le performance attentive (1). “Si tratta di un vecchia molecola anti-ipertensiva (2) che si sta cercando di riciclare come psicofarmaco pediatrico, cosa assai discutibile, dal momento che neppure se ne conoscono i meccanismi d’azione sul cervello dei bimbi”, ha commentato Emilia Costa, Psichiatra e già 1^ Cattedra di Psichiatria alla Sapienza di Roma e Primario di Psicofarmacologia all’Umberto I°.

“La nostra denuncia – dichiara Luca Poma, giornalista e Portavoce di Giù le Mani dai Bambini, il più rappresentativo Comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica (www.giulemanidaibambini.org) - era circostanziata e corretta: c’è una strategia in corso per medicalizzare i comportamenti di sempre più ampie fasce di bambini italiani. La Guanfacina di Shire è una molecola apolide, che non rendeva più: cosa c’è di meglio che inventare da zero una nuova applicazione terapeutica per guadagnare altri soldi a spese della salute dei più piccoli? Neanche si conoscono le modalità di azione di questo psicofarmaco e già lo si vuole autorizzare per l’uso sui nostri bambini”.

L’On. Paola Binetti ha preso atto della risposta del Ministro Fazio, commentando: “I fondi che il Ministro ha promesso nella Sua riposta per incrementare la vigilanza anti-abuso e iscrivere sul registro di controllo anche le somministrazioni di anti-depressivi ai bimbi, che vengono somministrati in misura 15 volte maggiore degli psicofarmaci per l’iperattività, sono un’ottima cosa, peccato che in questa Finanziaria non ve ne sia traccia, speriamo non sia l’ennesima azione di propaganda. E per la ‘pubblicità’ fatta dalla casa farmaceutica, della quale il Ministro chiede notizie, vorrei segnalare che nel XXI° secolo le campagne di marketing non si muovono solo sulle gambe dell’advertising diretto ai pazienti, bensì sulla base di articolate campagne di relazioni pubbliche, proprio come quella a cui stiamo assistendo: si crea artificialmente il bisogno di un farmaco mediante congressi scientifici (3) che chiedono più diagnosi di iperattività, e articoli sui giornali firmati da specialisti che indicano la strada (4), poi compare la soluzione, guarda caso uno psicofarmaco (5). Ma la scienza – lo dico da Neuropsichiatria Infantile, prima che da Parlamentare – ha molto da dire prima di dover somministrare uno psicofarmaco a un bambino di 6 anni”.

Nel frattempo, il dossier è arrivato nell’Aula del Parlamento Europeo, dove l’On. Cristiana Muscardini ha presentato un’interrogazione alla Commissione (6). La Parlamentare dichiara che “la Guanfacina è un vecchio brevetto da tempo in cerca di una malattia a cui essere associato. In genere succede il contrario, di fronte ad una malattia si fa della ricerca per trovare antidoti e terapie. Che un'agenzia di relazioni pubbliche si presti a simili tentativi è un problema di etica professionale che non vogliamo affrontare, ma che una casa farmaceutica operi cercando ipotetici clienti per una molecola esistente e non più usata per il primitivo scopo, ci sembra un'operazione assai disinvolta, che rovescia la scala di valori alla quale ci si dovrebbe attenere quando si tratta di salute: prima i bambini e poi il business”.

In conclusione, Poma ha ringraziato i Parlamentari per l’attenzione dimostrata in quest’importante azione di denuncia e vigilanza, ed è tornato anche sulla polemica salita agli onori delle cronache la scorsa settimana (7) sulle campagne di pubbliche relazioni in corso per agevolare Shire nell’introduzione di questo psicofarmaco nel nostro paese (8): “Come ha ben ricordato Toni Muzi Falconi (9), la vicenda ha destato non poche perplessità per com’è stata gestita. Non abbiamo emesso una condanna senza appello per Ketchum, l’agenzia di relazioni pubbliche di Shire, ma di una cosa siamo certi: mentre a Milano negavano di avere rapporti con divisioni farmaceutiche produttrici di psicofarmaci, a Roma organizzavano conferenze stampa in cui si auspicava l’aumento del numero di bambini iperattivi in terapia farmacologica. Possiamo pensare ad una sfortunata serie di ‘combinazioni’, ma allora facciamo appello ad Andrea Cornelli, il loro amministratore delegato, un professionista di indubbia caratura: che si dissoci dalle aziende farmaceutiche quando fanno business miliardari a spese della salute dei bambini”.

Link di approfondimento:
(1) il testo della risposta del Ministro Fazio è integralmente pubblicato all’indirizzo internet http://www.giulemanidaibambini.org/lettere/lettera132.pdf
(2) è la Guanfacina (nome commerciale in USA “Intuniv”®), un anti-ipertensivo di vecchia generazione, introdotto sul mercato nel lontano 1980. Determina una riduzione degli impulsi nervosi del cervello al cuore, alle arterie ed ai reni. Tra gli effetti collaterali troviamo vertigini, impotenza, dolore toracico, mancanza di respiro, eruzioni cutanee, visione offuscata e ingiallimento della pelle o degli occhi (http://www.rss-to-javascript.com/it/author-article/guanfacine-cloridrato-informazione-sui-farmaci/22f5a79d88) nonchè confusione e depressione delle funzioni mentali (http://medicinasalute.com/curare/farmaci/farmaco/guanfacina-tx/). A fronte di questi potenziali rischi, uno studio ha confermato che "la Guanfacina, un farmaco comunemente prescritto per alleviare i sintomi del disturbo da stress post-traumatico, non è più efficace di un placebo" (studio scientifico condotto da ricercatori del Medical Center di San Francisco (http://www.newsmedical.net/news/2006/12/02/37/Italian.aspx). Tuttavia, il marketing fa la sua strada, e sebbene il meccanismo del farmaco non sia completamente noto, si ritiene che esso abbia a che fare con i recettori della corteccia prefrontale, un'area cerebrale studiata nei pazienti con iperattività, e quindi l’idea ora è di utilizzarla sui bambini per rafforzare la memoria, migliorare l'attenzione e la capacità di concentrarsi e migliorare il controllo degli impulsi (http://www.pharmastar.it/index.html?cat=4&id=2447). La Guanfacina è quindi alla Sua terza destinazione d'uso: prima anti-ipertensivo, poi disturbo da stress post-traumatico, ora Sindrome da Deficit di Attenzione nei bambini.
(3) Vedi: http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__163.pdf, e http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__160.pdf
(4) http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__161.pdf
(5) la fine della sperimentazione della Guanfacina è prevista a dicembre 2011
(6) http://www.giulemanidaibambini.org/lettere/lettera133.pdf
(7) http://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/gravidanza-parto-pediatria/articolo/lstp/410252/
(8) http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__168.pdf
(9) uno dei più noti consulenti di settore a livello internazionale, Past President e Fondatore della Global Alliance for Public Relations and Communication Management, Past President della Ferpi, Docente di Public Affairs e di Global Relations and Intercultural Communication alla New York University, Docente di Relazioni Pubbliche alla LUMSA di Roma ed alla Facoltà di Sociologia dell’Università “La Sapienza”, Docenti di Public Affairs alla “School of Government” della LUISS di Roma

Per media-relation: 337/415305 oppure 338/7478239 – portavoce@giulemanidaibambini.org

28 giugno 2011

PSICOFARMACI AI BAMBINI SENZA IL CONSENSO DEI GENITORI

COMUNICATO STAMPA 27/06/11

PSICOFARMACI AI BAMBINI SENZA IL CONSENSO DEI GENITORI,
INTERROGAZIONE BINETTI: LA “NON RISPOSTA” DEL MINISTRO DELLA SALUTE

Surreale “non risposta” del Ministero Salute all’interrogazione Binetti: ignorate le registrazioni con le testimonianze dei genitori che denunciano la somministrazione di psicofarmaci senza il loro consenso informato. Poma (Giù le Mani dai Bambini): “E come nel teatro dell’assurdo, chiedi una cosa e ne rispondono un’altra, è il peggio della Prima Repubblica, ma soprattutto ignorano il problema, evidentemente non hanno interesse per la salute di questi minori”. Binetti (Camera): “Dire che non sono soddisfatta di questa risposta è un eufemismo”

L’interrogazione presentata dall’On. Paola Binetti e dall’On. Antonio De Poli (Terzo Polo) al Ministero della Salute (1) era puntuale e assai articolata: prendeva spunto da un inquietante fatto di cronaca, le interviste rilasciate da genitori che hanno dichiarato di aver assistito alla somministrazione di psicofarmaci ai propri figli senza aver rilasciato il loro consenso informato, previsto obbligatoriamente dalle norme. Un illecito grave – se accertato – che aveva spinto i due Parlamentari, al fine di meglio tutelare le famiglie con figli problematici sotto il profilo del comportamento a scuola, a interpellare il Ministro della Salute On. Fazio, chiedendo non solo conto dell’accaduto, ma domandando anche di verificare la situazione negli istituti scolastici della penisola, dove una casa editrice distribuisce kit a pagamento per formare gli insegnanti sull’iperattività infantile intesa come malattia tout-court, da curare magari con psicofarmaci. La risposta del Ministero oltre che farsi attendere mesi e mesi – segno inequivoco di scarso interesse per il diritto alla salute dei più piccoli - ha deluso le più modeste aspettative.

E’ intervenuto sul punto Luca Poma, giornalista e portavoce nazionale di “Giù le Mani dai Bambini” (www.giulemanidaibambini.org), il più rappresentativo comitato indipendente per la farmacovigilanza pediatrica in Italia: “Sulla scarsa sollecitudine del Ministero preferisco non pronunciarmi, sarei troppo duro. Nel merito della risposta della Sottosegretaria Francesca Martini, non so se sorridere o se arrabbiarmi: è la classica ‘risposta dello struzzo’, che confonde il modo in cui le cose dovrebbero andare con il modo in cui le cose effettivamente vanno. Abbiamo presentato prove evidenti della violazione dei protocolli che regolano la somministrazione di psicofarmaci ai bambini in Italia, e delle due l’una: o questi genitori hanno mentito rilasciando le interviste e andavano denunciati alla Magistratura – e così non è! – oppure quello che hanno affermato è vero e il Ministero avrebbe dovuto prendere iniziative formali e incisive per riportare nella norma una gestione assai approssimativa da parte di alcuni centri che somministrano quotidianamente metanfetamine a bambini, nel vano tentativo di curare una malattia inesistente in quanto tale, che i nostri psichiatri di fiducia ci riferiscono avere invece cause ambientali, sociali e mediche non psichiatriche (2). Invece l’atteggiamento del Ministero e dei Suoi organismi tecnici di consulenza è quanto di più ‘inautentico’ ci possa essere: dietro le quinte manifestano disagio per la denuncia pubblica e contattano i centri per capire cosa stia succedendo, mentre nella risposta all’On. Binetti fanno finta di nulla, dando una lunga e inutile risposta di circostanza senza neppure accennare alle registrazioni pubblicate sul nostro portale, il cui contenuto è assolutamente inequivoco (3), ha concluso Poma.

L’On. Binetti ha così commentato la risposta del Ministero della Salute: “Dire che non sono soddisfatta è un eufemismo, e sorprende in una persona sempre straordinariamente attenta ai problemi dell'infanzia e del disagio dei bambini com’è la Sottosegretaria Martini l’estrema genericità della risposta, che elude il quesito posto. Mi sarei se non altro aspettata una presa di posizione ferma del Ministero per riportare in riga chi ha sbagliato e garantire l’efficienza piena del Sistema Sanitario Nazionale su un punto così delicato, che riguarda la salute dei più deboli tra noi, i bambini. Sembra quasi che nel nostro paese si possano commettere degli illeciti a spese della salute dei minori e che questo non costituisca un problema per il Governo”, ha concluso la Parlamentare.

(1) http://www.giulemanidaibambini.org/lettere/lettera_3.pdf
(2) http://www.parereesperti.php
(3) http://www.giulemanidaibambini.org/registrazioni.php

Per media relation: portavoce@giulemanidaibambini.org - 337/415305

03 marzo 2011

UN FORUM SULL’INFANZIA A BIELLA

COMUNICATO STAMPA:
Sabato 5 Marzo 2011 alle h 11:00 il Forum “Difendiamo i Bambini”,
presso Hotel Agorà di Biella

“Il sorriso di un bambino è il nostro bene più prezioso,
la consapevolezza di difenderlo è la nostra arma più preziosa”
Il forum “Difendiamo i Bambini” nasce a Biella in collaborazione con il Centro Educativo “Il Grillo”, il dopo-scuola educativo e centro di supporto scolastico per bambini sito a Biella in C.so San Maurizio n° 25. Il forum darà inizio ad una serie di eventi di sensibilizzazione rispetto alle problematiche che riguardano il mondo dei bambini. Per il primo evento, il focus sarà su “Giù le Mani dai Bambini”, campagna internazionale contro l’uso indiscriminato di psicofarmaci su bambini di ogni età, nata a Torino ed alla quale hanno poi aderito medici da 19 nazioni del mondo, che si batte a favore di un approccio “differente” ai problemi di comportamento dei più piccoli ed alla loro iperattività e distrazione a scuola e in famiglia. “Difendiamo i bambini” vuol’essere il primo forum biellese di discussione permanente riguardo i disagi che famiglie e bambini vivono da vicino, come il problema della relazione tra i più piccoli ed il mondo adulto: l’impreparazione dei genitori e della scuola verso i nuovi problemi di comportamento del XXI° secolo può infatti portare alla medicalizzazione del disagio, con la somministrazione di psicofarmaci, a volte con risvolti anche drammatici. Con l’iniziativa, si vuole quindi creare a Biella una maggior consapevolezza rispetto a queste problematiche, facendo da cassa di risonanza per un argomento delicato e di stringente attualità, dal momento che questo genere di difficoltà riguardano ogni giorno più da vicino le famiglie italiane.
“Biella può ora vantare - dichiara Raffaele Abbattista, imprenditore ed organizzatore del Forum - la presenza di un Forum di discussione sull’infanzia ad ampio respiro. Gli amici del Centro Educativo “IL GRILLO”, un centro per il dopo-scuola con l’assistenza di pedagogisti e psicologi preparati, ci danno la possibilità di creare continuità, perché non vogliamo che sia un evento isolato, presto verranno organizzate nuove iniziative sul tema del rapporto tra adulti e bambini”
All’evento saranno presenti, tra gli altri, Luca Poma, giornalista e portavoce nazionale del Comitato “Giù le mani dai bambini”, Roberto Tentoni, Consigliere Regionale, e le autorità politiche e socio-culturali della Città di Biella. Durante il dibattito verrà proiettata in anteprima una video-intervista al pedagogista di fama internazionale Alain Goussot, belga, attualmente Professore di Pedagogia Speciale all’Università di Bologna.

Per ulteriori informazioni potete visitare il sito www.difendiamoibambini.it oppure contattare la segreteria su info@difendiamoibambini.it
Dr. ssa Marta Florio - Ufficio stampa “Difendiamo i Bambini”
Mobile +393335833726 Segreteria 015/8495496

18 febbraio 2011

PSICHIATRI, “SCIENZA-LOTTERIA” SULL’IPERATTIVITA’ INFANTILE

COMUNICATO STAMPA DEL 17/02/11

PSICHIATRI, “SCIENZA-LOTTERIA” SULL’IPERATTIVITA’ INFANTILE REPLICHE ALLE DICHIARAZIONI DELLA SOCIETA’ ITALIANA DI PSICOPATOLOGIA

(Poma, Giù le Mani dai Bambini) “L’iperattività non è affatto sottodiagnosticata in Italia,
è sovradiagnosticata negli altri paesi, denunciare un 4% di incidenza del fenomeno significa fare terrorismo psicologico sui genitori”. (Panei, Istituto Superiore di Sanità) “La prevalenza dell’iperattività nel nostro paese non è superiore all’1%, forse meno”. (Costa, Professore emerito di Psichiatria a Roma “La Sapienza”): “Diagnosi inconsistenti e vaghe da parte dei colleghi, più che altro è una moda ‘made in USA’”. (Goussot, Università di Bologna): “Queste della Sopsi sono affermazioni sensazionalistiche: la scienza ha molto da dire senza dover somministrare un’anfetamina ad un bambino di 6 anni”.

TORINO – Dal convegno all’Unione Industriali di Torino “Il bambino non è un elettrodomestico” (dal titolo dell’omonimo libro di Giuliana Mieli) levata di scudi contro le dichiarazioni della Sopsi (Società Italiana di Psicopatologia) riunita in congresso a Roma, che denunciava la carenza di diagnosi per l’iperattività infantile in Italia, con centinaia di migliaia di bambini non presi in carico e una conseguente potenziale ‘emergenza’ in relazione ai disturbi antisociali gravi che questi minori maturerebbero con l’età se non adeguatamente trattati. “Una vera bufala – denuncia Luca Poma, giornalista e portavoce di ‘Giù le Mani dai Bambini’, primo e più rappresentativo comitato italiano di farmacovigilanza pediatrica in Italia (www.giulemanidaibambini.org) - un modo eticamente discutibile di far pressione sui genitori, convincendoli che qualora i loro figli non vengano trattati - spesso con psicofarmaci - finiranno a delinquere, crescendo come disadattati. La Sopsi ‘da i numeri’, è proprio il caso di dirlo, parlando di 300.000 casi in Italia meritevoli di presa in carico, pari – secondo loro - al 4% della popolazione infantile: l’Istituto Superiore di Sanità conferma per iscritto (1) che la prevalenza italiana è massimo dell’1%, in certe zone d’Italia anche meno. Inoltre ci sono studi scientifici, come quello del Prof. Lambert (2), che provano esattamente il contrario rispetto a quanto affermato dalla Sopsi, ovvero che c’è una più elevata predisposizione alla dipendenza da alcool cocaina e tabacco nei bambini e adolescenti iperattivi trattati con psicofarmaci, il che è quasi ovvio se si pensa che il minore si abitua a trovare nel farmaco – una soluzione pronta all’uso, esterna da se – la soluzione a tutti i problemi. Ma non stupisce la posizione della Sopsi: basta indagare – conclude Poma - su chi finanzia abitualmente i loro convegni negli ultimi anni, sono le più importanti case farmaceutiche produttrici di psicofarmaci per bambini”. Emilia Costa, medico e Professore emerito alla Sapienza di Roma (1^ cattedra di Psichiatria), autore di oltre 360 pubblicazioni scientifiche, aggiunge: “Non sono d’accordo con i colleghi, queste diagnosi di iperattività, invocate a gran voce, sono spesso inconsistenti e vaghe, più che altro una moda importata dagli USA. Bisogna indagare il motivo profondo del disagio dei bambini, di cui l’iperattività e solo un sintomo”. Prende posizione anche Alain Goussot, Professore di Pedagogia Speciale all’Università di Bologna: “Il bambino non è un oggetto, basta con le soluzioni facili e con i distributori automatici di pillole della felicità. Il modello italiano è anzi vincente: queste molecole sono potenzialmente pericolose, e devono essere utilizzate con grande prudenza, la scienza ha molto da dire per prendere in carico i disagi infantili senza bisogno di somministrare un derivato dell’anfetamina a un bambino di 6 anni, e queste affermazioni sensazionalistiche della Sopsi a mio avviso servono solo ad allarmare gli operatori scolastici e a fare della scuola l’anticamera dell’ASL”. Poma conclude: “Lode all’Istituto Superiore di Sanità, che con il Registro nazionale dei bambini in terapia lavora per contenere le diagnosi. Anche negli USA stanno facendo marcia indietro su questa epidemia di diagnosi, mentre noi in Italia invece di cerchiamo di copiare in ritardo il modello americano: non ha nessun senso, dobbiamo piuttosto esportare il modello italiano all’estero”.

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portavoce@giulemanidaibambini.org

11 febbraio 2011

IL BAMBINO NON E’ UN ELETTRODOMESTICO

Nel convegno - che verte sul tema della comunicazione per, con e a favore
dell’infanzia - "Giù le Mani dai Bambini" è presentata come caso di stud

Mercoledì 16 Febbraio, dalle ore 16 avrà luogo il convegno organizzato dal Club della Comunicazione d’Impresa (CCI) dal titolo ‘Il bambino non è un elettrodomestico’, che si svolgerà presso il Centro Congressi dell’Unione Industriali di Torino nella Sala Piemonte, in Via Vela 17, organizzato dal "Club Comunicazione d'Impresa".

L’incontro verterà sul delicato tema della comunicazione per, con e a favore dell’infanzia, che verrà affrontato sotto diversi punti di vista attraverso le esperienze di professionisti ed organizzazioni del settore. L’obiettivo è mettere in luce una mondo della comunicazione più silenziosa e, per questo motivo, meno conosciuta ed ascoltata rispetto alla convenzionale comunicazione pubblicitaria. Si analizzeranno temi e casi di studio poco noti ma con forte rilevanza sociale per le famiglie, i bambini e gli operatori del settore. L’iniziativa ha lo scopo di sensibilizzare gli individui in relazione agli aspetti più delicati dell’infanzia, permettere a tutti di poter trovare uno spazio per comunicare e per ricevere informazioni, far emergere realtà del territorio che svolgono un’intensa attività nel settore ed evidenziarne l’impegno costante ed i risultati ottenuti.

Ospiti dell’evento saranno:

· Giuliana Mieli, psicologa clinica e autrice del libro che dà il titolo al convegno

· Luca Poma, giornalista, portavoce Comitato "Giù le Mani dai Bambini"

· Enrica Baricco, presidente dell’associazione onlus CasaOz

· Annamaria Febbraio Di Biasi, ideatrice e presidente di FORMA, fondazione che fa riferimento all’Ospedale Infantile Regina Margherita Onlus di Torino

· Guido Avigdor, creativo pubblicitario e fondatore di Eggers 2.0

· Giovanna Cattaneo Incisa, presidente di Mus-e Torino onlus

· Maria Elena Andreotti, presidente di Prisma Comunicazione e consulente per le relazioni istituzionali e internazionali del Segretariato Sociale Rai

· Anita Molino, fondatrice de Il Leone Verde Edizioni

· Anna Vivarelli, autrice di letteratura per ragazzi

· Massimo Trombi, libraio presso La Torre di Abele libreria del Gruppo Abele

Luca Poma, giornalista, esperto di strategie di comunicazione e Portavoce nazionale di "Giù le Mani dai Bambini", la più visibile campagna di farmacovigilanza per l'età pediatrica in Europa (www.giulemanidaibambini.org) interverrà in qualità di esperto di relazioni pubbliche, e illustrerà la Campagna come caso di campagna di comunicazione "multistakeholder" in favore della salute dei bambini. Poma ha dichiarato: "L'infanzia è un argomento estremamente delicato e i professionisti della comunicazione, quando approcciano a questo mondo, devono esserne consapevoli. Comunicare all'infanzia, ad esempio, pone di fronte all'imperativo etico di utilizzare canali e messaggi che non interferiscano con la serenità di una mente in fase di formazione, ricettiva, ma anche estremamente condizionabile. La nostra campagna, ad esempio, prende posizione contro ogni forma di marketing da parte delle case farmaceutiche finalizzato a stimolare i bambini facilitando a parte degli stessi l'assunzione di psicofarmaci: sembra fantascienza, e invece abbiamo documentato casi di questo genere, e ne parleremo al convegno".

CONVEGNO SULLA COMUNICAZIONE PER L’INFANZIA

Titolo: “Il bambino non è un elettrodomestico”

Data e ora: Mercoledì 16 Febbraio 2011, dalle ore 16

Luogo: Centro Congressi Unione Industriali di Torino, in Via Vela 17 (Sala Piemonte)

L’evento è inserito all’interno del calendario per i festeggiamenti del XXV anniversario del Club della Comunicazione d’Impresa di Torino, associazione di professionisti e manager della comunicazione, ed è realizzato in collaborazione con PRime, associazione di studenti di comunicazione e relazioni pubbliche. Con il contributo di Tiziana Bonomo per l'organizzazione e lo Studio Polarolo per la grafica.

Per info e interviste: oprtavoce@giulemanidaibambini.org - +39/337/415305

28 dicembre 2010

LANCET: L’IPERATTIVITA’ DEI BAMBINI E’ UNA MALATTIA DI ORIGINE BIOLOGICA? SI, NO…FORSE!

COMUNICATO STAMPA DEL 03/01/11

Era di fine settembre 2010 la notizia di una svolta nel dibattito sulla sindrome “ADHD” (Sindrome da iperattività e deficit di attenzione) ovvero bambini troppo agitati e distratti a scuola, trattati – soprattutto negli USA ma anche in Europa ed Italia – con potenti psicofarmaci. La prestigiosa rivista scientifica Lancet, aveva infatti pubblicato il lavoro di un team di ricercatori dell’Università di Cardiff (UK), coordinati da Nigel Williams, i quali – così riportarono i principali organi di stampa, immediatamente ripresi dai blog di mezzo mondo - avrebbero avuto le prove dell’origine genetica dell’iperattività, affermazione questa che non solo avrebbe validato le terapie a base di metanfetamine comunemente utilizzate su bambini piccoli per sedarne l’iperattività, ma avrebbe anche aperto la strada a nuove tecniche futuribili per una manipolazione genetica in chiave preventiva del disturbo.
Fred A. Baughman - neurologo americano, autorevole esperto di ADHD e membro dell’Accademia Americana di Neurologia - dopo aver approfondito con attenzione lo studio di Williams e dei suoi colleghi, ha preso posizione contro la ricerca pubblicata da Lancet. “Siamo alle solite - ha dichiarato Baughman – questo non è certo il primo studio che suppone anomalie cromosomiche in pazienti ADHD. Il punto è un altro: in uno studio scientifico su piccoli in cura con Ritalin, il team del ricercatore El-Zein ha riferito: “Il trattamento ha comportato un aumento significativo nelle modifiche cromosomiche”. Perché allora Williams e il suo staff non hanno riferito sullo stato clinico dei loro piccoli pazienti affetti da ADHD, la maggioranza dei quali sono stati appunto trattati con metanfetamine (Ritalin) che - come noto - possono causare atrofia cerebrale, anomalie genetiche e anche cromosomiche? Questo non è onesto. Aggiungo che la questione non è se Williams e la sua equipe abbiano dimostrato o meno l’origine genetica dell’ADHD: il problema è se si possano diagnosticare malattie mediante esami così soggettivi. Non è possibile – conclude Baughman - e quindi questo genere di affermazioni sono solo una truffa”.
“Questa equipe della Cardiff University – ha dichiarato Luca Poma, giornalista e portavoce nazionale di Giù le Mani dai Bambini®, il più rappresentativo comitato italiano di farmacovigilanza pediatrica (www.giulemanidaibambini.org) - ha rilevato alterazioni in 57 bambini su 366 analizzati… e sulla base di dati così esigui i mezzi d’informazione hanno parlato di ‘svolta’ nella tracciatura dell’origine genetica dell’ADHD? Tutto questo è semplicemente ridicolo. In un loro studio, i ricercatori Lambert e Hartsough hanno concluso: ‘Questo studio ha fornito la prova che l’uso in età pediatrica di trattamenti a base di psicofarmaci (anfetaminici, incluso il Ritalin) è significativamente e pervasivamente causa di vizio del fumo in età adulta, dipendenza dalla cocaina e uso occasionale di cocaina e stimolanti’. Poco dopo, Biedermann, consulente ben pagato dell’industria farmaceutica, ha concluso tutto il contrario. Com’è possibile? La verità – prosegue Poma - è che questo tipo di ricerche possono provare tutto e il contrario di tutto: sono utilissime per fare passi avanti, ma nessuna di esse è risolutiva. Ne leggiamo di ogni tipo, tutti i mesi: è ora che i colleghi giornalisti, perlomeno quelli seri e responsabili, la smettano di gridare al miracolo ad ogni nuova ricerca, per poi venire smentiti due settimane dopo. Siamo in un settore per nulla neutrale: interessi finanziari miliardari, marketing farmaceutico, corruzione dei ricercatori, organismi di controllo sanitario che non rivestono il proprio ruolo di severo controllo, e molte altre variabili impazzite rendono questo genere di conclusioni, spacciate per risolutive, del tutto inadeguate ad inquadrare un fenomeno così complesso come i problemi di comportamento dei bambini del XXI secolo. Domandiamoci più che altro quale responsabilità abbiamo noi adulti in questo scenario: abbiamo creato una società delle performance soffocata da principi come il ‘tutto e subito’, schiava del distributore automatico di pillole della felicità, e ora – conclude Poma - i nostri bambini ne stanno pagando il prezzo”.
Sui toni dell’intervento di Lancet è intervenuta anche la BBC. Fergus Walsh ha dichiarato sull’emittente di Stato britannica: “Il titolo del comunicato stampa di Lancet afferma che ‘lo Studio è il primo a trovare prove dirette che l'ADHD è una malattia genetica’, e uno degli autori, il professor Anita Thapar, ha affermato che ‘Adesso possiamo dire con fiducia che l'ADHD è una malattia genetica e che il cervello dei bambini affetti da questa condizione si sviluppi in maniera diversa a quelle di altri bambini’. Bingo. O forse no – prosegue il commentatore della BBC - perché quelle sfacciate affermazioni non sembrano poi essere confermate dal documento scientifico vero e proprio. Lo studio ha analizzato il DNA da 366 bambini, ed ha confermato che quelli con ADHD avevano più probabilità di avere blocchi di DNA mancanti o duplicati. Ho fatto le somme – afferma Walsh - e solo il 15% dei bambini coinvolti nello studio ed etichettati ADHD avevano evidenziato la variante genetica”. “Basta questo – commenta Poma - per giustificare affermazioni così entusiastiche?”. “Ho posto questo dubbio alla Prof. Thapar (coautrice dello studio, ndr) – riprende Walsh - e lei ha tenuto a precisare che non voleva affermare che solo i geni erano responsabili per l'ADHD, ma piuttosto un insieme complesso di geni e fattori ambientali”. Il Prof. Tim Kendall, uno psichiatra consulente ed esperto di ADHD, è stato molto turbato da queste affermazioni audaci che sull’origine genetica dell’ADHD: “C’è il pericolo – afferma Kendall - che una spiegazione meramente biologica per l'ADHD incoraggi i medici a fare affidamento su una risposta solo biologica, cioè farmaci come il Ritalin. Solo due anni fa, i medici sono stati invitati da NICE (l’organismo di controllo sanitario britannico, ndr) a non fare affidamento sul Ritalin da solo. Assistenza e formazione per genitori e insegnanti sono stati segnalati come di importanza fondamentale per aiutare i bambini a controllare la propria condizione - ha aggiunto l’esperto - e ci sono una lunga lista di fattori ambientali che possono aumentare il rischio di iperattività: fumo durante la gravidanza, stress pre-natale, abusi durante l'infanzia, rotture coniugali, situazioni sociali sfavorevoli, e molto altro”. Bill Carey – Professore di Pediatria Comportamentale all’Università della Pensillvanya e Primario di Pediatria all’Ospedale di Philadelphia, ha concluso affermando: “Questi sono scenari complessi, e per essi non vi è una risposta univoca: diffidate sempre delle soluzioni facili a problemi complessi”.
Breve bibliografia:
· El-Zein RA, Abdel-Rahman SZ, Hay MJ, Lopez MS, Bondy ML, Morris DL, Legator MS Cancer Lett. 2005 Dec 18;230(2):284-91
· Walitza S, Kämpf K, Oli RG, Warnke A, Gerlach M, Stopper H. Prospective follow-up studies found no chromosomal mutagenicity of methylphenidate therapy in ADHD affected children. Toxicol Lett. 2010 Mar 1;193(1):4-8. Epub 2009 Dec 22
Lambert N, Hartsough CS. Prospective study of tobacco smoking and substance dependence among samples of ADHD and non-ADHD subjects. J Learn. Disabil. 1998;31:533-544.
Biederman J, Wilens T, Mick E, Spencer T, Faraone SV. Pharmacotherapy of Attention-deficit/HyperactivityDisorder Reduces Risk for Substance Use Disorder. PEDIATRICS Vol. 104 No. 2 August 1999, p. e20.
Nota: la traduzione in lingua italiana delle dichiarazioni del Prof. Fred A. Baughman è a cura di Cecilia Metta per la redazione di “Giù le Mani dai Bambini”
Per media relation: portavoce@giulemanidaibambini.org - 337/415305

Luca Yuri Toselli
Coordinatore operativo

19 novembre 2010

GIORNATA MONDIALE DELL’INFANZIA DELLE NAZIONI UNITE FESTEGGIATA A PALERMO: C’E’ FUTURO PER L’INFANZIA?

COMUNICATO STAMPA DEL 17/11/2010

Il 20 novembre, anniversario dell’approvazione della Convenzione dei Diritti dell’Infanzia, Ubuntu e Giù le Mani dai Bambini® organizzano un convegno-dibattito sul tema dei diritti dell’infanzia, con particolare attenzione al territorio di Palermo

Palermo – In occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia dell’ONU, il 20 novembre 2010 alle ore 18, presso la sede della ludoteca UBUNTU in Via Fratelli Cianciolo, 14 (pressi Piazza Tavola Tonda) a Palermo, Ubuntu (www.centroubuntu.it) e “Giù le Mani dai Bambini”® (www.giulemanidaibambini.org) organizzano un incontro-dibattito dal titolo Infanzia a Palermo … c’è Futuro! Un dibattito pubblico sul tema dei diritti dei bambini, per valorizzare un’eccellenza Palermitana quale è “Ubuntu”, e con particolare attenzione allo sviluppo di idee che producano “tempi e spazi” nuovi per i piccoli, necessari per sviluppare la potenziale creatività di ogni bambino. Nel corso del dibattito, saranno presentate le ultime elaborazioni statistiche sui disagi infantili in Italia e a Palermo, case histories e campagne di sensibilizzazione, incluso un contributo inedito ed eccezionale: la proiezione di una video-intervista al pedagogista belga di fama internazionale Alain Goussot, realizzata appositamente per l’occasione. L’evento sarà anche un’occasione per fare il punto sulle condizioni dell’infanzia, a 21 anni dall’approvazione della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, recepita in Italia con la legge 176 del 27 maggio 1991.

Intervengono al dibattito
- Claudio Arestivo - Presidente associazione Ubuntu
- Luca Poma – giornalista e portavoce nazionale Comitato “Giù le Mani dai Bambini”
- Lavinia Barone – Referente provinciale Younicef Palermo – Membro volontario Unicef
- Agnese Ciulla – Arciragazzi Sicilia
- Luca Yuri Toselli – Presidente Commissione Territorio e cittadinanza attiva Forum Nazionale dei Giovani
- Fabrizio Ferrandelli - Consigliere comunale Palermo

Modera Francesco Panasci (giornalista TV)

Infanzia a Palermo…c’è futuro! sarà anche il focus della trasmissione televisiva locale “I Vespri” , molto seguita su territorio regionale. Luca Poma, giornalista e portavoce nazionale di “Giù le Mani dai Bambini”, ha dichiarato: “Dopo gli eventi degli anni scorsi per la Giornata Mondiale dell’Infanzia, che ci hanno visti impegnati al Campidoglio, a Palazzo Reale a Torino ed all’Auditorium nazionale della RAI, quest’anno abbiamo deciso di rivolgere la nostra attenzione al territorio, ed a Palermo in particolare. L’esperienza di Ubuntu è a nostro avviso di assoluta eccellenza, portata avanti da un pugno di uomini e di donne che hanno deciso di fare la differenza a Palermo e mandare un segnale forte alla città: può esserci futuro a Palermo”. E’ intervenuto anche il Consigliere comunale Fabrizio Ferrandelli (www.ferrandelli.it), da sempre impegnato per la città, con particolare riferimento alle fasce deboli: “I bambini devono tornare ad essere percepiti da ‘oggetti’ a ‘soggetti di diritti’: dobbiamo riconquistare spazi e tempi adeguati a fargli maturare progressivamente e sinergicamente tutte le funzioni cognitive, affettive e motorie utili e necessarie per raggiungere in armonia la loro consapevolezza e una migliore conoscenza di sé, delle proprie capacità e della propria identità. Basta con la fretta: investiamo attenzione nei più piccoli, perché sono il futuro di Palermo e dell’intero pianeta”

INFANZIA A PALERMO…C’E’ FUTURO!
Sabato 20 Novembre - ore 18.00 a UBUNTU - Centro Internazionale delle Culture
Via Fratelli Cianciolo, 14 - Palermo

Infanzia a Palermo… C’è Futuro! è un evento organizzato da UBUNTU Centro internazionale delle Culture e Comitato “Giù le Mani dai Bambini”, con il Patrocinio di Unicef, Younicef, Forum Nazionale dei Giovani, con la partecipazione di Arciragazzi, Fare Mondi, I Vespri, La Tana del Lupo
Ubuntu (www.centroubuntu.it) UBUNTU è un’associazione di volontariato nata nel 2006 nel cuore di Ballarò a Palermo che, seguendo la filosofia dalla quale prende il nome, nasce con l’obiettivo di aiutare e dare supporto alle famiglie di immigrati che vivono e lavorano sul territorio palermitano. Il supporto di UBUNTU – e dei suoi giovani volontari - alle famiglie, si concretizza nell’occuparsi quotidianamente dei loro figli e permettere loro di andare a svolgere serenamente il proprio lavoro con la consapevolezza che c’è un gruppo di persone che si occupa dei bambini come se fossero loro: dall’andare a prenderli a scuola, al pranzo, al doposcuola, al gioco, allo sviluppo della loro creatività, all'ambulatorio pediatrico gratuito. UBUNTU ha creato le condizioni per realizzare un clima sociale positivo nella vita quotidiana, individuando forme di accoglienza, inserimento, aiuto reciproco, iniziative individuali e di gruppo. Si sono cioè create le condizioni per essere realmente ambiente educativo e di apprendimento, che permetta ad ogni bambino di inserirsi attivamente nel contesto relazionale, di comprendere l’importanza di rispettare gli altri e al contempo di essere rispettato ed accettato.

Giù le Mani dai Bambini (www.giulemanidaibambini.org) è il più rappresentativo comitato di farmacovigilanza pediatrica in Europa, composto da 239 organizzazioni, tra Università, ASL, Ordini dei Medici, Ordini degli Psicologi ed associazioni socio-sanitarie e di promozione sociale. In questi anni ha portato avanti con successo – tra gli altri - il progetto nazionale di informazione/formazione contro la somministrazione di psicofarmaci e anfetamine in età pediatrica, ed ha ricevuto la “Targa d’Argento” del Presidente della Repubblica Italiana On. Giorgio Napoletano. Il comitato scientifico di “Giù le Mani dai Bambini” è composto da 37 Professori universitari e specialisti di fama nazionale, tra i quali psichiatri, neuropsichiatri infantili, psicologi e pedagogisti.

Forum Nazionale Giovani (www.forumnazionalegiovani.it) è la piattaforma nazionale permanente per le politiche giovanili. Antenna italiana dello Youth Forum di Bruxelles, è composto dalle sessanta più rappresentative associazioni giovanili italiane, e lavora in stretto coordinamento con il Ministero per le Politiche Giovanili.

Meida contact: portavoce@giulemanidaibambini.org - 337/415305

Luca Yuri Toselli
Coordinatore operativo

Campagna Nazionale "GIU' LE MANI DAI BAMBINI"
Non ETICHETTARE tuo figlio, ASCOLTALO!

20 ottobre 2010

BAMBINI TROPPO AGITATI E DISTRATTI? TOUR DELL'INFORMAZIONE CONSAPEVOLE A PIETRASANTA (LU)

COMUNICATO STAMPA DEL 15/10/2010

Alla conferenza dal titolo "SALVIAMO GIANBURRASCA - Bambini e psicofarmaci: nuova emergenza sanitaria" a Pietrasanta, venerdì 22/10/2010 h. 16.00 - presso la sala dell'Annunziata - Centro Culturale "Luigi Russo", esperti nazionali incontrano la realtà locale della provincia di Lucca in un dibattito sul rischio di abuso nella somministrazione di psicofarmaci nella cura dei bambini iperattivi, distratti e troppo agitati.
Prosegue il "Tour dell'Informazione Consapevole" di "Giù le Mani dai Bambini, il più rappresentativo comitato di farmacovigilanza per l'età pediatrica in Italia (www.giulemanidaibambini.org), con focus sull'indiscriminata somministrazione di psicofarmaci a bambini eccessivamente distratti o agitati.
Venerdì 22 ottobre, a Pietrasanta (LU) presso la Sala dell'Annunziata (Centro Culturale "Luigi Russo", in Via Sant'Agostino n° 1) Luca Poma, giornalista e portavoce nazionale del Comitato, e la Prof. Anna Maria Roncoroni, Neuropsicologa dell'età evolutiva, discuteranno del fenomeno della somministrazione di psicofarmaci ai bambini affetti dalla cosiddetta Sindrome di Iperattività e Deficit Attenzione (ADHD), fenomeno che in altre nazioni ha assunto dimensioni inquietanti, con oltre 11.000.000 di minori medicalizzati nei soli Stati Uniti.
In Italia esiste un Registro Nazionale che monitora tutti i minori in terapia, e specifiche linee guida stilate dal Ministero della Salute per evitare abusi nelle somministrazioni, purtroppo a volte disattese, come dimostrano alcuni casi di cronaca recentemente portati all'attenzione dell'opinione pubblica, dei quali si discuterà durante l'incontro.
Anna Maria Roncoroni, una delle massime esperte italiane di "plusdotazione", parlerà del rischio di etichettamento "ADHD" per i bambini con un quoziente intellettuale superiore alla norma e della necessità per questi talenti di percorsi pedagogici personalizzati.
Al convegno interverrà anche il Sindaco di Pietrasanta Dott. Domenico Lombardi, che oltre a rappresentare l'amministrazione Comunale - che ha sostenuto l'evento, ospitandolo presso proprie strutture e concedendo il patrocinio - contribuirà al dibattito entrando nel merito e portando la propria esperienza di pediatra e neuropsicologo infantile.
L'ingresso è gratuito fino a esaurimento posti
Per informazioni: info@giulemanidaibambini.org
Media relation: portavoce@giulemanidaibambini.org - 337/415305

05 ottobre 2010

PSICOFARMACI PRESCRITTI A BAMBINI SENZA IL CONSENSO INFORMATO DEI GENITORI

COMUNICATO STAMPA DEL 01/10/10

CAMERA DEPUTATI, PSICOFARMACI PRESCRITTI A BAMBINI SENZA IL CONSENSO INFORMATO DEI GENITORI: INTERROGAZIONE ON. BINETTI/DE POLI/TESTA, CHIESTA LA SOSPENSIONE DELLE AUTORIZZAZIONI AI CENTRI PER L’IPERATTIVITA’
Dopo la pubblicazione delle registrazioni audio sulla vicenda degli psicofarmaci prescritti senza il consenso informato dei genitori, è stata depositata un’interrogazione scritta al Ministro della Salute Ferruccio Fazio a firma dell’On. Binetti: "Il ministro sospenda l'autorizzazione ai centri incapaci di garantire il livello minimo di sicurezza nell'uso di queste discusse molecole ". Poma (Giù le Mani dai Bambini): stiamo raccogliendo altre testimonianze, i protocolli del Ministero non sempre vengono rispettati, ed è necessario verificare l’erogazione delle terapie non farmacologiche”
ROMA - 27/09/2010. Da poco ripresi i lavori alla Camera dei Deputati, l’On. Paola Binetti, l’On. Antonio De Poli e l’On. Nunzio Testa (UdC) hanno depositato un’interrogazione Parlamentare sulla vicenda – resa nota dalle registrazioni audio recentemente pubblicate da “Giù le Mani dai Bambini”, il più rappresentativo comitato di farmacovigilanza pediatrica in Italia – degli psicofarmaci somministrati ai bambini senza il consenso informato dei genitori, minimizzando gli effetti collaterali e promettendo “effetti eccezionali e a rischio zero” (1).
I Parlamentari prendono spunto dalle registrazioni delle interviste alla mamma di Napoli e alla psicologa di Milano che rispettivamente hanno contattato “Giù le Mani dai Bambini”, denunciando palesi violazioni ai protocolli Ministeriali di tutela dei piccoli pazienti. L’On. Binetti afferma (2): “E’ assolutamente vietato l'utilizzo di queste discusse molecole psicoattive senza il consenso informato dei genitori, ai quali occorre comunicare obbligatoriamente e con la massima chiarezza tutti gli effetti collaterali potenziali. Ciononostante, risulta che non sempre i protocolli descritti vengono applicati con il necessario rigore: in alcuni centri la prassi abituale rivela infatti la massima trascuratezza, come risulta da recenti registrazioni audio di interviste spontaneamente rilasciate dalle famiglie interessate e pubblicate on-line. Desideriamo quindi sapere quali iniziative urgenti ed immediate il Ministro Fazio intende porre in essere per impedire il ripetersi di questi gravi illeciti perpetrati ai danni della salute dei bambini in cura, e se non ritenga necessario promuovere con sollecitudine iniziative per rafforzare i controlli e per sospendere le autorizzazioni a quelle strutture incapaci di tutelare il livello minimo di sicurezza per la somministrazione di queste molecole”
A seguito della denuncia di “Giù le Mani dai Bambini”, l’ISS (Istituto Superiore di Sanità) ha sollecitamente avviato una procedura di verifica, i cui risultati non sono ancora stati resi noti. Sul punto è intervenuto anche Luca Poma, giornalista e portavoce nazionale del Comitato: “Ci sono ancora verifiche in corso, ma le registrazioni parlano da sole. Per il caso campano, alle prime indagini risulterebbero dei fogli firmati dalla mamma di Napoli. Peccato che il consenso debba essere – per legge – ‘informato’: le autorità sanitarie ritengono di aver svolto il proprio servizio di tutela facendo firmare alla famiglia un modulo in bianco in mezzo a molti altri, senza spiegare nulla, senza evidenziare i potenziali effetti collaterali, senza sottoporre alla famiglia i possibili percorsi terapeutici alternativi? Se l’idea di informazione e sensibilizzazione che hanno le strutture sul territorio è quella di un mero adempimento burocratico, non ci siamo: qui è un gioco la salute dei bambini. Inoltre questo caso sta portando alla luce altre anomalie, centri che a detta di operatori sociali sul territorio paiono non in grado di garantire proposte alternative allo psicofarmaco per la cura dell'iperattività, con il risultato che la scelta delle famiglie non è affatto consapevole, ma obbligata: alle famiglie a volte viene detto ‘noi possiamo garantire solo il farmaco’. Questo è inaccettabile, il Ministro deve avviare un’indagine: i cittadini devono sapere dove le terapie non farmacologiche - garantite dalla legge - sono erogate, e quali Centri invece applicano le norme del Ministero solo sulla carta. Per far questo, è necessario anche conteggiare le ore di terapia non farmacologica erogate: l’ISS deve includere questi dati nel proprio monitoraggio, e i dati devono essere resi pubblici.”
(1) link diretto alle registrazioni audio: http://www.giulemanidaibambini.org/registrazioni.php
(2) link diretto al testo dell'interrogazione Parlamentare On. Binetti/On. De Poli al Ministro della Salute: http://www.giulemanidaibambini.org/lettere/lettera127.pdf
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28 luglio 2010

SCANDALO ESTIVO, ALLARME PSICOFARMACI AI BAMBINI

SCANDALO ESTIVO, ALLARME PSICOFARMACI AI BAMBINI: SOMMINISTRATI SENZA LA FIRMA DEL CONSENSO INFORMATO DEI GENITORI - OBBLIGATORIO PER LEGGE E PER PERIODI SUPERIORI DA QUELLI AUTORIZZATI DALLE CIRCOLARI DEL MINISTERO SALUTE. ON-LINE LE REGISTRAZIONI DELLE INTERVISTE ALLE MAMME
L’Istituto Superiore di Sanità prende le distanze (Panei): “Le ASL sono sottoposte a rigidi controlli, sarebbe un grave illecito che richiederebbe forse l’intervento della Magistratura”. Ma “Giù le Mani dai Bambini” pubblica le prove, disponibili in un file audio da oggi on-line su internet. Appello al Ministro della Salute (Poma): “Intervenga con un’ispezione nelle strutture interessate, ne va veramente della salute dei bambini italiani”
Senza sosta la polemica sulla somministrazione disinvolta ai bambini di psicofarmaci in grado di stimolare idee suicidare nei minori. Sono on-line da oggi le registrazioni audio di alcuni casi eclatanti: Gabriele, bambino down ed iperattivo sottoposto a terapie a base di psicofarmaci senza la firma del consenso informato da parte dei genitori e per un periodo ben più lungo di quello autorizzato dalle norme vigenti, caso confermato in un’intervista resa spontaneamente dalla madre, e un secondo caso del tutto simile in Lombardia, raccontato dalla Psicologa che ha in carico il bambino, mentre altri casi stanno venendo segnalati in queste ore alla sede di “Giù le Mani dai Bambini”®, il più rappresentativo comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica (http://www.giulemanidaibambini.org/).
Nella prima registrazione, la mamma afferma: “Gabriele è un bambino nato con la sindrome di down, ma anche esageratamente iperattivo: si arrampicava sui mobili, tirava giù i quadri… Pensavo che calmando l’iperattività ci si sarebbe potuti concentrare meglio sull’handicap de bambino, mi sono informata e sono finita a Pisa, facemmo una prova col Ritalin. Gabriele si calmò un pò, per qualche giorno, così tornammo a casa. Successivamente, decisero di utilizzare lo Strattera, a detta loro un “farmaco miracoloso”. Noi, speranzosi, passammo allo Strattera. Non mi era stato detto molto sul farmaco, ma soprattutto non mi hanno fatto firmare alcun consenso informato. Non conoscevo gli effetti collaterali, né che poteva essere somministrato in prima battuta per massimo 6 mesi. Inoltre Gabriele da quando ha iniziato ad assumere Strattera ha dato evidenze di autolesionismo: graffiava, mordeva sé stesso, mordeva me, ed anche altri parenti, atteggiamenti violenti che non aveva mai avuto prima di prendere Strattera, ed era ancora più ossessivo. La situazione a quel punto era diventata davvero molto brutta: avevo già pensato di bloccare l’uso dello psicofarmaco, ma nessuno mi aveva informato di come fare. Nell’ottobre del 2009, ho chiesto ufficialmente di eliminare il farmaco, ma non era la prima volta, l’avevo chiesto già prima ma non avevano dato riscontro alla mia volontà, non l’hanno sospeso. Da quando ha smesso lo Strattera è tutto sommato sereno, ha il viso più disteso, ha cambiato proprio l’umore. Gabriele senza lo psicofarmaco è tornato a sorridere, per questo non mi sono pentita di aver smesso”.
Nella seconda registrazione, la Prof. Daniela Miazza, Psicologa clinica specializzata in problemi di comportamento dell’età evolutiva, ha dichiarato riguardo a un bimbo che ha in carico in Lombardia: “Il bambino ha avuto una diagnosi di ADHD (Sindrome da Iperattività e Deficit di Attenzione, ndr), ma il problema è che a questa diagnosi al servizio pubblico siano giunti dopo avere valutato solo i questionari osservativi che tipicamente vengono dati alle insegnanti. La mamma ha molto discusso con la referente responsabile e con il neuro-psichiatra e immediatamente loro volevano prescrivere il farmaco al bambino, che non era neppure stato sottoposto ad una visita medica completa. Hanno subito proposto di somministrare lo Strattera, che è stato proposto come soluzione di prima linea, come la cura elettiva, l’intervento importante e principale e che loro ritenevano opportuno, e che all’infuori di questo il servizio pubblico non avrebbe offerto null’altro. La mamma mi ha sottolineato più volte che ha chiesto un intervento differente rispetto al farmaco, ma la risposta è stata che l’unico modo per aiutare il bambino a loro giudizio era lo psicofarmaco. Gli è stato anche stato descritto come un farmaco che non avrebbe portato alcun effetto collaterale, nulla, se non grandissimi vantaggi”
L’Istituto Superiore di Sanità (ISS), interpellato dal portavoce di “Giù le Mani dai Bambini”, ha dichiarato: “L'ISS ha stabilito in collaborazione con l'AIFA (Agenzia del Farmaco, ndr) dei rigidi protocolli d'intervento e controllo per i casi di bambini iperattivi, ed essi sono sempre in uso. I centri di riferimento per l’ADHD non possono disattendere i protocolli: una tale eventualità configurerebbe degli illeciti di vario tipo, amministrativi ed eventualmente anche penali, e laddove ciò accadesse la Magistratura sarebbe chiamata ad intervenire. L'ISS effettua un monitoraggio costante e quotidiano dei bambini e adolescenti iscritti nel registro. In caso di violazione dei protocolli, la struttura resasi colpevole di irregolarità perderebbe senz’altro l'accreditamento. Il controllo ispettivo spetta ad ASL, Regione, ISS ed AIFA. Ovviamente anche il Ministero della salute può decidere di svolgere, se lo ritenesse opportuno, un audit”
Luca Poma, giornalista e Portavoce nazionale di “Giù le Mani dai Bambini”, ha così commentato il caso: “Lanciamo due appelli importanti: uno alle famiglie, con preghiera di contattare il nostro Comitato per comunicare eventuali prassi illegittime nella somministrazione di questi potenti psicofarmaci, che com’è noto agiscono solo sui sintomi, non curano nulla, ed espongono nel lungo periodo al rischio di effetti collaterali potenzialmente pericolosi, come infarto al miocardio, gravi crisi epatiche e induzione di idee suicidare nei cervelli in via di sviluppo di bimbi ed adolescenti; in secondo luogo, al Ministro della Salute Ferruccio Fazio, affinché disponga con sollecitudine le opportune ispezioni, sospendendo le autorizzazioni a quelle strutture incapaci di tutelare il livello minimo di sicurezza per la somministrazione di queste discusse molecole. Ne va della salute dei bambini italiani in cura”
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Le registrazioni ai cui si riferiscono i virgolettati sono on-line e scaricabili cliccando sull’icona “Registrazioni audio: somministrazioni di psicofarmaci” (lato destro dello schermo) dell'homepage: http://www.giulemanidaibambini.org/.
Link diretto per chi volesse postare le registrazioni sul proprio sito/blog/forum: http://www.giulemanidaibambini.org/registrazioni.php

19 maggio 2010

NUOVO STUDIO USA SUI BIMBI IPERATTIVI: TROVATA CORRELAZIONE CON I PESTICIDI, A RISCHIO IL 10% DELLA POPOLAZIONE INFANTILE

COMUNICATO STAMPA DEL 18/05/10

L’epidemia di bambini iperattivi in USA e nel resto del mondo può essere causata da pesticidi (organofosfati), largamente utilizzati anche in Europa ed in Italia come insetticidi ed erbicidi. Ajmone (psicologo, esperto di ADHD): “L’Istituto Superiore di Sanità sapeva e non è intervenuto, la prima volta che abbiamo sollevato questo problema era il 2006”. Roberti di Sarsina (Dirigente di Psichiatria): “Serve un’alimentazione sostenibile del bambino, basta merendine e coloranti artificiali”. Poma (Giù le Mani dai Bambini): “Noi adulti causiamo queste sindromi ai bambini, e poi pretendiamo di curarli con psicofarmaci”.
Harvard (USA) – Pubblicata in USA sulla nota rivista scientifica “Pediatrics” una nuova ricerca sull’intossicazione da pesticidi collegata all’iperattività dei bambini: i ricercatori hanno localizzato tracce di insetticidi nell'urina dei bambini, riscontrando come quelli con livelli più alti di tracce di polifosfati sono quasi due volte più a rischio di sviluppare ADHD (la sindrome dei bambini distratti e troppo agitati, ndr) rispetto a quelli con livelli normale di contaminazione. "C'è una preoccupazione crescente circa il fatto che questi insetticidi possono essere direttamente correlati con l’ADHD - ha dichiarato all’agenzia di stampa Reuters il dott. Marc Weisskopf, della Scuola di Harvard di Salute Pubblica, che ha lavorato allo studio – e quello che questa ricerca ha messo in chiara evidenza – ha aggiunto Weisskopf – è che tutto ciò è vero anche alle concentrazioni più basse”. Gli organofosfati furono originariamente sviluppati per la guerra chimica, e successivamente ampiamente utilizzati in agricoltura, nonostante i sospetti di tossicità per il sistema nervoso. Weisskopf ha rilevato come la presenza di questi agenti chimici nel cibo possa generare alcuni tra i sintomi comportamentali più comuni per l’ADHD, come ad esempio l’eccessiva impulsività, in ampie fasce di popolazione infantile, pari a circa il 10% dei bambini USA. “Siamo sempre stati dell’opinione, e i fatti ora ci stanno dando ragione – ha dichiarato il Dott. Paolo Roberti di Sarsina, Dirigente di Psichiatria all’AUSL di Bologna - che principalmente nell’ADHD ma anche in altre patologie come l’autismo, sono coinvolti fenomeni di intossicazione ed avvelenamento: soggetti che sono costituzionalmente più fragili, risultano sovraesposti a questi fattori, stesso dicasi per tutta una serie di coloranti artificiali che troviamo nelle più comuni caramelle e merendine. In futuro vedranno la luce sempre più ricerche in quest'ambito, che confermeranno la necessità di un'alimentazione “sostenibile” del bambino e anche della donna fin dalla prima gravidanza”.
Un metodo efficace per risolvere il problema – dichiarano gli esperti - sarebbe la cosiddetta “diagnosi differenziale”, una procedura diagnostica che permette di identificare le vere causa alla radice dei problemi di comportamento, distinguendo i problemi di origine ambientale da quelli psichiatrici. Un metodo che comporta però l’impiego di risorse spesso non disponibili nelle ASL. “E’ clamoroso – dichiara il Prof. Claudio Ajmone, psicologo ed esperto di ADHD – era il 2006 la prima volta che abbiamo avanzato all’Istituto Superiore di Sanità ed all’Agenzia del Farmaco una richiesta ben circostanziata, per inserire una seria diagnosi differenziale nei protocolli diagnostico-terapeutici per l’ADHD. L’ISS prevede nei propri protocolli la diagnosi differenziale solo per poche patologie, e tra esse ad esempio non sono inclusi questi pesticidi. Se noi elidiamo dai casi di ADHD in cura con psicofarmaci tutti i casi il cui disagio comportamentale e frutto di altre cause, come questi pesticidi, o i coloranti alimentari, cosa ci resta dell’ADHD? Solo un grande business a favore delle multinazionali farmaceutiche. Noi non stiamo aiutando questi bambini, gli stiamo facendo del male”.
Luca Poma, giornalista e portavoce di Giù le Mani dai Bambini®, il più rappresentativo comitato di farmacovigilanza pediatrica in Italia (www.giulemanidaibambini.org) conclude: “l’ADHD è figlia della nostra società: noi adulti causiamo questa sindrome ai nostri bambini, aggravando con la nostra noncuranza fattori di rischio ambientali, e poi pretendiamo di “rimediare” somministrandogli potenti psicofarmaci e metanfetamine che li espongono a rischi gravi per la loro salute. Facciamo ora appello all’Istituto Superiore di Sanità affinché un serio protocollo per una diagnosi differenziale completa venga applicato a tutti i bambini italiani in cura per problemi di comportamento”.

Per scaricare l’abstract della ricerca scientifica su Pediatrics:
http://pediatrics.aappublications.org/cgi/content/abstract/peds.2009-3058v1
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23 aprile 2010

BAMBINI IPERATTIVI: RICERCA INGLESE, PREMI E INCENTIVI SONO MEGLIO DEI FARMACI

comunicato stampa del 21/04/2010

Studio pubblicato su Biological Psichiatry: "Nei bambini affetti da sindrome di disattenzione e iperattività (ADHD), gli incentivi possono avere lo stesso beneficio dei farmaci". Poma (Giù le Mani dai Bambini): "Sono sei anni che lo ripetiamo alle istituzioni di controllo sanitario italiane: si investa di più su percorsi non farmacologici". Roberti (psichiatra): "Dimostrata con metodo scientifico l'efficacia di strumenti psicopedagogici noti da un secolo". Ajmone (psicoterapeuta): "l'iperattività è un sintomo, non una malattia, ed il nulla si può curare in infiniti modi con infiniti buoni risultati"

Torino, 22/04/2010 - Recentemente pubblicato su Biological Psichiatry, lo studio della Nottingham University "Effects of motivation and medication on electrophysiological markers of response inhibition in children with attention-deficit/hyperactivity disorder", conferma quanto parte della comunità scientifica sostiene ormai da anni riguardo il comportamento troppo vivace dei bambini: riscontri positivi e "contenitivi" nel miglioramento delle performance comportamentali si possono ottenere non solo con l'utilizzo di farmaci - causa di potenziali effetti collaterali anche gravi - ma con strategie pedagogiche quali, ad esempio, quella della "ricompensa a breve termine". Lo studio infatti ha dimostrato la pari efficacia, in termini di normalizzazione del comportamento, fra il trattamento psicofarmacologico e l'utilizzo di stimoli e ricompense per "premiare" la corretta esecuzione di compiti.
I risultati della ricerca vengono accolti positivamente dal Dott. Paolo Roberti di Sarsina (Dirigente di psichiatria dell'ASL di Bologna): "L'elemento psicopedagogico alla base di questo semplice ma efficace esperimento è quello della esperienza continua e gratificata per apprendere su di se, con il risultato evidente di un contenimento degli eccessi. Va ricordato che la psicopedagogia Steineriana - in uso in tutto il mondo da ormai un secolo - è basata proprio sull'apprendimento attraverso l'esperienza, e in questa ottica la ricompensa - intesa nel significato profondo di appagamento dell'io - è uno strumento chiave."
Ancor più netta la posizione del Dott. Claudio Ajmone (psicoterapeuta ed esperto italiano di ADHD), che nega la possibilità che l'ADHD possa esistere come malattia: "Resto dell'idea che tutto è possibile quando si sperimenta su una malattia inesistente. Il nulla si può curare in infiniti modi con infiniti buoni risultati...".

Luca Poma (giornalista e portavoce nazionale di Giù le Mani dai Bambini, il più rappresentativo comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica), commenta così sul portale www.giulemanidaibambini.org: "L'ADHD è una costellazione aspecifica di sintomi, imputabili a numerose possibili cause, non è una 'malattia' da curare con psicofarmaci. La scienza ci dimostra per l'ennesima volta che esistono risposte al disagio dei bambini valide ed efficaci e soprattutto prive di effetti collaterali, quindi ci chiediamo che senso abbia continuare a utilizzare potenti psicofarmaci su bambini piccoli, a volte con il rischio di conseguenze anche fatali, quando la psicopedagogia offre alternative valide. Un appello all'Istituto Superiore di Sanità e all'Agenzia del Farmaco: è ora che la sanità pubblica in Italia torni a investire sulle persone e sulle competenze, senza cercare 'facili' scorciatoie chimiche".

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19 novembre 2009

GIORGIO GASLINI ED EMMA RE IN CONCERTO PER LA GIORNATA MONDIALE DELL'INFANZIA DELLE NAZIONI UNITE

Tutto esaurito all'Auditorium RAI di Torino il gran galà di musica “Jazz in Blues”

Torino, 26/10/09 – Sabato 21 novembre, all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” (Via Rossini, Torino), le magiche note dell’icona del jazz Giorgio Gaslini e la stupenda voce di Emma Re incontreranno un pubblico di appassionati per la serata “Jazz in Blues”, concerto organizzato dal Comitato “Giù le Mani dai Bambini Onlus”, in collaborazione con RAI - Radiotelevisione Italiana, per festeggiare la Giornata Mondiale dell’Infanzia dell’ONU. Oltre 1.500 prenotazioni pervenute, per un’imperdibile serata di musica e per veicolare l'importante messaggio della Giornata Mondiale dell'Infanzia: difendere il nostro bene più prezioso, i bambini. Info evento: www.giornatamondialeinfanzia.org

Il Maestro Giorgio Gaslini è una vera e propria icona del jazz mondiale: pianista e compositore, ha al suo attivo oltre 40 colonne sonore per il cinema e più di tremila concerti sui più prestigiosi palchi del mondo. Ha pubblicato cento dischi, per i quali ha vinto per ben dieci volte il premio della critica. Invitato in tournèe in 60 nazioni, è Medaglia d'oro della Presidenza della Repubblica Italiana. «Il Maestro manca da Torino da anni - ha dichiarato Luca Poma, giornalista e portavoce nazionale del Comitato "Giù le Mani dai Bambini", che co-organizza l'evento - e siamo certi che la città tributerà una calorosa accoglienza a chi come Lui ha portato con straordinario successo la creatività musicale italiana nel mondo».
Giorgio Gaslini ha dichiarato: “Ero affascinato dal pianoforte: quando all'età di sei anni ho chiesto a papà di studiarlo, c'è stata una risposta che è stata anche la ‘chiave’ di una vita intera, perchè mio padre mi ha guardato fisso negli occhi e mi ha detto: ‘E’ una cosa seria, questa tua idea?’. ‘Si, è una cosa seria’, gli risposi io di getto. Il giorno dopo, senza perdere tempo, mi ha mandato dall'insegnante di piano. Io penso che se papà non fosse stato così civile e rispettoso del mio desiderio, e avesse detto qualcosa del tipo ‘si, vabbè, è una bella cosa, però prima c'è il diploma, poi la laurea, poi un giorno penserai alla musica…’, ebbene, avrebbe totalmente cambiato la mia vita, forse l’avrebbe rovinata. Quindi eccomi qui per questa serata straordinaria, a dare una mano, una piccola mano, ad una battaglia per sensibilizzare gli organi di governo e culturali a lavorare molto di più per l'infanzia, contro ogni tipo di appiattimento della creatività dei bambini, per difendere il loro diritto ad essere com’è giusto che siano. Anche perché se non si parte dal valorizzare l'arte e dalla bellezza, possiamo anche spegnere la luce ed andare tutti a dormire…”
Dopo l’esibizione del Maestro Giorgio Gaslini, salirà sul palco Emma Re, torinese di origine: l'unica artista occidentale che si è esibita davanti a 92.000 persone all’evento di apertura delle Olimpiadi Pechino 2008, ritrasmesso in mondovisione. Ha composto ed arrangiato la colonna sonora del nuovo kolossal "The legend of Bruce Lee", trasmesso dalla TV di stato cinese in 22 paesi del mondo. Voce straordinaria e virtuosa, in Italia, si è imposta con lo spettacolo "Oggi sono Mina" e con un trionfale tributo a Frank Sinatra su musiche dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI.
Emma Re ha dichiarato: “Ho deciso di sostenere ‘Giù le Mani dai Bambini’, come già ha fatto il Maestro Gaslini che è un grandissimo artista, perchè sono sempre stata molto sensibile al tema degli abusi sull’infanzia. Al giorno d’oggi va di moda ad esempio somministrare psicofarmaci ai bambini ogni volta che non sono ‘come noi adulti li vogliamo’. Non credo che si possa capire con assoluta certezza se un bambino è ‘particolare’ e ‘diverso’ oppure è malato: da piccola mi chiamavano ‘buffa’ perchè facevo cose particolari, e se avessero sedato la mia creatività non sarei certamente qui oggi a condividere con Voi la mia voce ed a salire sul palco dell’Auditorium per questa bellissima serata” Presenteranno la serata Silvia Rosa-Brusin (RAI 3) e Massimo Cai. Gli artisti intervengono a titolo gratuito su invito di "Giù le Mani dai Bambini". RAI Radio 2 garantirà collegamenti in diretta con la serata.
Comune di Torino, Provincia di Torino, Regione Piemonte, Centro Servizi al Volontariato "VSSP", Distretto Rotaract 2030, Forum Nazionale Giovani e JUMA patrocinano e sostengono l'iniziativa, permettendo così di tenere aperte al pubblico per l’occasione le porte dell'Auditorium RAI. "Abbiamo immaginato una grande serata di festeggiamenti - conclude Poma - e così sarà: argomenti 'difficili' come quello del diritto alla salute dell'infanzia non devono essere necessariamente trattati sempre con 'pesantezza' e tristezza. Ci impegniamo al massimo ogni giorno come volontari, ma sempre con il sorriso sulle labbra, e questa sarà appunto una serata di festa".
Giù le Mani dai Bambini - Campagna nazionale per la difesa del diritto alla salute dei bambini, è un’iniziativa dell’omonimo comitato, composto da 230 tra Università, Ordini dei medici, ASL ed associazioni di promozione sociale. Oltre 260.000 addetti ai lavori del settore salute hanno sottoscritto - direttamente o tramite i propri organismi di rappresentanza - le tesi scientifiche del Comitato, che è “Targa d’Argento” della Presidenza della Repubblica per meriti sociali. Un grazie particolare per la collaborazione alla riuscita dell’evento a: Rodolfo De Laurentis e Graziano Piras (RAI), Flavio Mucciante (Radio RAI), Scuola di Applicazione dell’Esercito Italiano, Gabriele Azzalini ed il Gruppo Dirigenti FIAT, Patrizia Sanretto Re Rebaudengo e la Fondazione Sandretto, De Wan, Vertice, Grand Hotel Sitea, Eataly, Jazz Club Torino, Educatorio della Provvidenza, Guna, Federfarma Piemonte, Club Comunicazione d’Impresa, Ferpi, Gianni Gertosio, Cinema Empire, la regista Marilena Fogliatti, Max Judica Cordiglia ed il suo staff, Giovanni Vagnone, e tutti i volontari e sostenitori di “Giù le Mani dai Bambini”. I credits completi sono pubblicati all’indirizzo internet http://www.giornatamondialeinfanzia.org/

promotore: Comitato GiùleManidaiBambini ONLUS - http://www.giulemanidaibambini.org/
info e prenotazioni: eventi@giulemanidaibambini.org - 348.4215794 -
www.giornatamondialeinfanzia.org
ufficio stampa: Glebb&Metger - 011.5618236 - 338.3642542 - fdecarli@glebb-metzger.it

14 ottobre 2009

MARKETING DEL FARMACO

COMUNICATO STAMPA DEL 10/10/09

MARKETING DEL FARMACO: GENOVA HA OSPITATO UN CONVEGNO NAZIONALE SUL DELICATISSIMO TEMA DEL “DISEASE MONGERING”, LA TECNICA DEL COMPARTO PHARMA MEDIANTE LA QUALE SI CREANO PATOLOGIE A TAVOLINO ALLO SCOPO DI VENDERE PIÙ FARMACI

Esaminate case-history d’attualità come l’influenza A e la Sindrome da Iperattività e Deficit di Attenzione
“IL NOSTRO SOGNO E’ DI INVENTARE FARMACI PER GENTE SANA…”
(Henry Gadsen, Direttore Generale della multinazionale farmaceutica Merck®)

Genova, 10/10/09 - A poche settimane dalla storica sentenza di patteggiamento siglata dalla multinazionale farmaceutica Pfitzer®, condannata a 2,3 miliardi di dollari di sanzioni per comportamenti commerciali spregiudicati da parte dei suoi informatori scientifici e per corruzione di medici al fine di aumentare le prescrizioni, l’eccessiva aggressività del marketing del comparto pharma è stata ieri oggetto di un convegno nazionale a Palazzo Tursi, organizzato in collaborazione con la rivista Diagnosi & Terapia ed il Comune di Genova, e con il patrocinio di Regione Liguria, Provincia e Comune di Genova, Federazione Nazionale Ordini dei Medici ed Ordine dei Medici di Genova. Dopo i saluti istituzionali dell’Assessorato alle Politiche Socio-Sanitarie, del Presidente dell’Ordine del Farmacisti dott. Felice Ribaldone e del Presidente dell’Ordine dei Medici dott. Enrico Bartolini, sono stati proiettati spezzoni del recente documentario di RAI 3 “Inventori di Malattie”, ed i relatori hanno poi esaminato la pratica del “disease mongering”, la raffinata tecnica di marketing che prevede l’invenzione a tavolino di malattie al fine di vendere “blockbuster” farmaceutici come il Ritalin®, il Prozac®, il Tamiflu® ed altre molecole sempre più presenti negli armadietti dei medicinali di ogni famiglia della penisola, che è – per numeri assoluti – il 5° mercato farmaceutico al mondo.
Stefano Scoglio, esperto nutrizionista e ricercatore, ha esaminato il caso dell’ADHD (la sindrome dei bimbi troppo agitati e distratti, curata con gli psicofarmaci per bambini Ritalin® e Strattera®, ndr): “L’iperattività è una case history di marketing su cui dobbiamo interrogarci, come denuncia il documentario di RAI 3, dato che siamo arrivati ad oltre venti milioni di ricette di metanfetamine all’anno con un giro di affari da miliardi di dollari. Esistono prodotti Ritalin-simili, di origine naturale, di comprovata efficacia e con bassissimi profili di rischio, ma dato che non sono brevettabili e quindi non si può ‘proteggere’ l’investimento, nessuno fa ricerca su queste molecole, penalizzando i piccoli pazienti: perché allora non ci pensa il Ministero della Salute?”

L’On. Alfonso Pecoraro Scanio – Presidente della Fondazione “Università Verde”, ospite inatteso del convegno - in un appassionato intervento ha detto: “Il ruolo di controllo delle associazioni rappresentative della società civile – come Giù le Mani dai Bambini (ente promotore del convengo, ndr) – è riconosciuto ed accettato dalle istituzioni pubbliche di molti paesi del mondo, tranne in Italia, dove è ancora visto con diffidenza. Ma le ‘lobby bianche’ devono mettersi in rete e fare fronte comune: le multinazionali del farmaco hanno strutture di PR e marketing efficientissime e sono presenti costantemente nei corridoi delle istituzioni che contano, e chi ambisce a contrastare queste pratiche di business troppo aggressive deve imparare ad organizzarsi quanto più possibile”
Gli ha fatto eco Enrico Nonnis, Psichiatra del Direttivo nazionale Psichiatria Democratica: “Questi prodotti salvano vite ed hanno allungato le aspettative di esistenza dell’uomo nell’ultimo secolo, ma non c’è nulla di nuovo quando parliamo di pressioni del marketing farmaceutico su noi medici, è giusto approfondire oggi ma scopriamo un pò l’acqua calda. Casomai riflettiamo sulla crisi identitaria di una certa classe medica, in particolare della neuropsichiatria infantile: è mai possibile che solamente il sollevare questi argomenti eticamente sensibili susciti reazioni forti e contrarie?” Nonnis ha anche commentato la case history del Disordine Disforico da Deficit Ansiogeno da Consunzione di Attenzione Sociale , una finta malattia – con tanto di Havidol®, un farmaco fittizio per curarla e sito internet per promozionarla – inventata provocatoriamente da un suo collega medico: “La verità è che noi medici siamo così bombardati di informazioni che a volte non sappiamo e non possiamo più distinguere tra quello che è marketing e quello che è vera scienza”.
Alberto Ferrando, pediatra e Vice-Presidente dell’Ordine dei Medici, ha detto in un’intervista video presentata ai convegnisti: “La salute è un’industria, fa gola a molti, e la pressione delle aziende farmaceutiche è certamente forte. L’iperattività ad esempio è stata descritta come una patologia frequente con un farmaco miracoloso che la cura: ma io come pediatra di famiglia dico che non esiste solo il disagio, esiste innanzitutto il bambino, ed ogni bambino è diverso da un altro, ed ogni approccio terapeutico quindi dev’essere diverso dall’altro. Ora le sirene dell’industria cercano di rivolgersi non solo più al medico, ma direttamente ai malati. Il disease mongering esiste, eccome, ed a volte noi medici neppure conosciamo questi meccanismi: ai colleghi più giovani ricordo che non esiste solo la scienza medica, c’è anche una scienza del marketing”.
Federico Mereta, medico e giornalista, ha commentato del dettaglio l’intervista al dott. Ferrando, ed ha aggiunto: “I farmaci hanno allungato di gran lunga le aspettative di vita, questo è incontestabile, ma il sistema è ‘inquinato’ alla base: invece di intervenire per curare, pare che a volte l’obiettivo sia quello di creare surrettiziamente malessere, al fine di proporre poi soluzioni pronte per risolverlo, possibilmente che rendano molto denaro. Ho saputo da conoscenti che ad una bambina di 11 anni sono stati somministrati ormoni della crescita, perché accelerare la definizione delle sue forme facendola arrivare al pari con le sue compagne di classe. Come medico non posso accettarlo, e come comunicatore percepisco il ruolo dell’industria della salute e del wellness nel condizionare in qualche modo questi genitori”
Emilia Costa, 1^ Cattedra Psichiatria all’Università “La Sapienza” di Roma, è intervenuta dicendo: “Ho la sensazione che siamo dinnanzi ad una complessa ed articolata strategia per il condizionamento del mercato della salute: la definirei un ‘ipnosi dolce’, che mira a convincere gli individui circa l’utilità incondizionata del farmaco. Non è più il dottore che cura il paziente, ma è solo il farmaco che lo cura: allora noi medici siamo diventati esclusivamente distributori di ricette?”
Paolo Roberti di Sarsina, Dirigente di psichiatria ed esperto del Consiglio Superiore di Sanità, ha aggiunto provocatoriamente: “Tre quarti dei colleghi che hanno redatto il DSM (il catalogo diagnostico delle malattie mentali, ndr), hanno rapporti finanziari con le case farmaceutiche, più del 90% della ricerca scientifica è finanziato dall’industria, e oltre la metà del budget dell’Agenzia Europea del Farmaco è garantito dai produttori: ma di cosa dobbiamo parlare? Allora quello che io auspico è una pandemia, certamente, ma di consapevolezza… Per questo ho accettato di venire qui oggi, per interrogarci su queste tematiche delicatissime e fare informazione in modo indipendente ed eticamente responsabile”
Franco De Luca, medico ed autore del libro “Bambini e (troppe) malattie”, ha aggiunto che “…Il problema non sono le industrie che spingono alla follia sulle leve del marketing per svuotare i magazzini di vaccini contro l’influenza A: il problema sono gli Stati che ne acquistano decine di milioni di dosi. Cosa possiamo fare noi medici? Dare segnali chiari: rinunciare ad omaggi e regalie, privilegiare corsi di formazione non sponsorizzati dalle industrie, dichiarare sempre – se esistono - i legami finanziari con i produttori, richiedere a gran voce la pubblicazione delle ricerche scientifiche sui farmaci anche se hanno avuto esito negativo”.
Luca Poma – uno degli organizzatori dell’evento, giornalista, esperto di comunicazione del settore pharma e portavoce di “Giù le Mani dai Bambini®”, il Comitato di università, ordini dei medici ed associazioni di promozione sociale divenuto famoso per la battaglia contro l’abuso di psicofarmaci sui bambini – dopo aver moderato gli esperti ha chiuso così la giornata: “Un recente rapporto di Business Insights, una delle più note riviste destinate ai dirigenti del settore pharma, dice che la capacità di ‘creare mercati per nuove malattie si traduce in vendite’ e che ‘una delle migliori strategie consiste nel cambiare il modo in cui la gente percepisce i propri disturbi’. Li si deve convincere – ricorda Poma, citando il report - che i problemi accettati fino ad oggi come un fastidio sono ora ‘degni di un intervento medico’ Il rapporto mostra un notevole ottimismo in relazione al futuro finanziario dell'industria farmaceutica”, ha concluso Poma: “Gli anni futuri saranno i testimoni privilegiati della creazione di malattie patrocinate dalle industrie”

“Giù le Mani dai Bambini”® ringrazia tutti i co-promotori dell’evento, i volontari che hanno contribuito a realizzarlo ed i media e le radio (in particolare Radio Babboleo ed Eco Radio) che l’hanno promozionato.
Ufficio Stampa: Glebb & Metzger (Fabio De Carli): 011/5618236 – 338/3642542 Luca Poma: 337/415305 – portavoce@giulemanidaibambini.org