30 agosto 2010

Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona

Lezione Magistrale del Prof. Chogyal Namkhai Norbu Rinpoce: “La Medicina Tibetana: patrimonio dell’Umanità”

Bologna, sabato 11 settembre 2010, ore 9Aula Magna, Istituto di Anatomia Umana Normale, Università di Bologna, via Irnerio 48
Patrocinii
Sua Santità il XIV Dalai Lama
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Ministero degli Affari Esteri
Regione Emilia-Romagna
Provincia di Bologna
Comune di Bologna
Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Firenze
Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente, Roma
European Medical Association
European Association for Predictive, Preventive and Personalised Medicine
Osservatorio e Metodi per la Salute, Università degli Studi di Milano - Bicocca
Ordine Provinciale dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Bologna
Azienda Unità Sanitaria Locale di Bologna
Fondazione di Noopolis, Roma
Segreteria Scientifica: Paolo Roberti di Sarsina, Luigi Ottaviani, Alfredo Vannacci
Segreteria Organizzativa: Paolo Roberti di Sarsina, Nadia Gaggioli, Luigi Ottaviani, Cesare Pilati
Associazione per la Medicina Centra sulla Persona

29 agosto 2010

Test clinici per il sistema muscolo scheletrico: Cisti o Segni di Santoro

Nell’ambito di ricerche condotte sulle forme di reazione che il sistema posturale elabora in esito agli stimoli esterni, sulle linee metameriche e sulle capacità innate dell’organismo di manifestare all’esterno gli esiti delle proprie attività psiconeurobiochimiche, il chiropratico dott. Claudio Santoro D.C. ha dichiarato di aver identificato in strutture affusolate nella forma (cisti energetiche o sinoviali) e variabili nelle dimensioni (da uno a cinque centimetri circa di lunghezza; da 0,5 a due centrimentri di larghezza), posizionate lungo il margine superiore dell’osso iliaco (cresta iliaca), i segni di un disequilibrio funzionale in carico al sistema posturale, inscindibilmente legati ad un’alterata funzione del sistema fasciale, contrazioni cronicizzate delle strutture dinamiche, cattiva distribuzione dei carichi sugli arti inferiori, disallineamento del bacino ed instabilità dell’appoggio plantare.
Valutare il sistema posturale, significa dare esecuzione ad una serie di test per valutare la funzione vestibolare, oculare, stomatognatica, podalica e, non per ultimo, muscolo-scheletrica. È proprio in quest’ultimo gruppo di test che la scoperta del ricercatore sannita apre una breccia.
Facilmente individuabili con indagine tattile, quelle battezzate come Cisti (o Segni) di Santoro sono in grado di provocare fastidio o dolore localizzato o irradiato alle gambe all’atto della palpazione. La loro presenza sarebbe determinata da “lesione” in ipertono della struttura toraco-lombare (superficiale e profonda), del muscolo erettore dorsale, del grande gluteo, del bicipite femorale, del semitendinoso, del grande adduttore.
L’importanza di questa scoperta risiede nel ruolo principe che bacino e rachide lombare, considerati come “unicum” funzionale, sono chiamati a svolgere nelle dinamiche che consentono il corretto allineamento posturale. Assunto che attraverso le faccette articolari sacroiliache e le teste femorali, il segmento pelvico trasmette il carico “gravitario” dal rachide agli arti inferiori, un’alterazione nella funzione della fascia ovvero dei muscoli antiversori (anteriori: ileo-psoas, retto femorale, sartorio, tensore della fascia lata, piccolo e medio adduttore; posteriori: lombari) e/o retroversori (anteriori: retto addominale, traverso, obliqui; posteriori: grande gluteo, bicipite femorale, semitendinoso, grande adduttore) è fonte di una inevitabile cattiva ripartizione di quel carico che, preludio a estrusione discale, blocco vertebrale in malposizione, compressione radicolare, ecc., manifesta i suoi primi sintomi con lombalgia, pubalgia, sciatalgia, squilibri funzionali in carico all’apparato uro-genitale, viscerale, ecc.
comunicato stampa a cura del Comparto Ricerche del Centro di Rieducazione Biofunzionale di Apice (BN)
Resp. Dott. Claudio Santoro D.C., circa gli studi condotti in materia di "test clinici per il sistema muscolo-scheletrico".
tel. 0824.921144cell. 331.8694403

21 agosto 2010

Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona

Lezione Magistrale del Prof. Namkhai Norbu:
“La Medicina Tibetana: patrimonio dell’Umanità”

Bologna, sabato 11 settembre 2010, ore 9
Aula Magna, Istituto di Anatomia Umana Normale,
Università di Bologna, via Irnerio 48
Chögyal Namkhai Norbu Rinpoce
Chögyal Namkhai Norbu nasce a Derghe, nel Tibet orientale, nel 1938.
Da bambino viene riconosciuto come reincarnazione (tulku) del grande Maestro di Dzogchen Adzom Drugpa (1842-1924) e successivamente S.S. il XVI Karmapa, lo riconosce come la reincarnazione (tulku) di Shabdrung Ngawang Namgyal (1594-1651), primo Dharmaraja del Bhutan.
Ancora adolescente completa il rigoroso percorso di studi tradizionale, ricevendo insegnamenti da alcuni dei più grandi maestri dell’epoca.
Nel 1955 incontra Changchub Dorje (1826-1961), il suo principale maestro (Maestro Radice) di Dzogchen, il cui stile di vita e modo di insegnare lo ispireranno profondamente.
Nel 1960, in seguito alla drammatica situazione sociale e politica in Tibet, riesce a trasferirsi in Italia accettando l’invito del prof. Giuseppe Tucci, fondatore dell’Orientalistica in Italia, fondatore dell’Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente (IsMEO), ora Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente (IsIAO), contribuendo così a dare un impulso concreto alla diffusione della cultura tibetana in Occidente.
Nei primi anni sessanta lavora a Roma all’IsMEO, e, in seguito, fino al 1992, insegna Lingua e Letteratura Tibetana e Mongola all’Università degli Studi di Napoli - L’Orientale.
I suoi lavori accademici denotano una profonda conoscenza della civiltà tibetana, e una tenace volontà di mantenere vivo e facilmente accessibile lo straordinario patrimonio culturale del Tibet.
Alla metà degli anni settanta, dopo avere insegnato per alcuni anni Yantra Yoga a Napoli, Chögyal Namkhai Norbu incomincia a dare insegnamenti Dzogchen, incontrando un crescente interesse dapprima in Italia e poi in tutto l’Occidente.
Nel 1981 fonda la prima sede della Comunità Dzogchen di Merigar ad Arcidosso, in Toscana. Nel corso degli anni migliaia di persone diventano membri della Comunità Dzogchen in tutto il mondo. Sorgono centri negli Stati Uniti, in varie parti d’Europa, in America Latina, in Russia e in Australia.
Nel 1988 Chögyal Namkhai Norbu fonda ASIA (Associazione per la Solidarietà Internazionale in Asia), un’organizzazione non governativa impegnata soprattutto in progetti educativi e medico-sanitari rivolti alla popolazione tibetana.
Nel 1989 Chögyal Namkhai Norbu fonda l’Istituto Shang Shung con il compito di salvaguardare la cultura tibetana promuovendone la conoscenza e la diffusione e ASIA Onlus.
Ancora oggi Chögyal Namkhai Norbu viaggia costantemente in tutto il mondo tenendo conferenze e ritiri cui partecipano migliaia di persone.
Glottologo, ricercatore di fama mondiale della Civiltà dello Shang Shung e della Tradizione Tibetana, profondo conoscitore della Medicina Tibetana, il prof. Namkhai Norbu ha scritto centinaia di testi.

L’Istituto Internazionale Shang Shung per gli Studi Tibetani
L’Istituto Internazionale Shang Shung per gli Studi Tibetani è stato fondato nel 1989 da Chögyal Namkhai Norbu Rinpoce e inaugurato nel 1990 a Merigar da Sua Santità il XIV Dalai Lama.
È un ente culturale senza fini politici o di lucro, la cui missione è quella di preservare la cultura tibetana nella sua purezza ed integrità.
Prende il nome dall’antico regno dello Shang Shung, che prosperava in quelle vaste regioni più di 4.000 anni fa ed è considerato la sorgente della storia e della cultura del Tibet.
La straordinaria cultura tibetana, sopravvissuta per migliaia di anni pura e incontaminata, trasmessa di generazione in generazione, rappresenta uno dei tesori del nostro pianeta.
Oggi esiste il concreto pericolo che questo tesoro unico possa andare perduto.
Pertanto, l’Istituto Shang Shung promuove la conoscenza della cultura tibetana in tutti i suoi aspetti – religiosi, filosofici, artistici, storici, sociali – al fine di salvaguardarla e contribuire alla sua conservazione.
Tra le principali attività dell’Istituto vi è l’opera di traduzione di testi originali tibetani nelle principali lingue occidentali.
L’Istituto organizza corsi, seminari di studio, conferenze, mostre; cura la pubblicazione di numerosi libri e testi; vanta un moderno centro di documentazione multimediale; offre borse di studio a giovani tibetani meritevoli. La sede centrale dell’Istituto Shang Shung è a Merigar (Arcidosso, Grosseto); altre sedi sono presenti in Austria e negli USA. Negli anni l’Istituto ha collaborato con diverse Università, Fondazioni e Musei, contribuendo ad accrescere l’interesse per la cultura tibetana in tutto il mondo.
Le attività dell’Istituto sono relative a quattro aree principali: Archivi e Multimedia; Cultura ed Eventi; Medicina Tradizionale Tibetana; Studi e Ricerche sulla Lingua Tibetana.
L’Istituto ha istituito un corso quadriennale di Medicina Tibetana.

ASIA Onlus, Associazione per la Solidarietà in Asia - Organizzazione Non Governativa di Cooperazione Internazionale (Decreto Ministero degli Esteri)
La storia di ASIA Onlus - ONG è profondamente legata alla figura del prof. Chögyal Namkhai Norbu, maestro dell’insegnamento spirituale tibetano Dzogchen, grande conoscitore della realtà, della storia e della filosofia tibetana e Presidente dell’associazione.
ASIA, infatti, è nata in seguito ad una serie di missioni condotte in India e Nepal (nel 1978) e in Tibet (nel 1981 e nel 1988) dal prof. Namkhai Norbu insieme ad un gruppo di studenti, che rimasero fortemente colpiti dalle difficili condizioni economiche e sociali in cui vivevano i tibetani e dal forte declino della lingua e della cultura tradizionale conseguente alla rivoluzione culturale cinese.
Con lo scopo di salvaguardare la Cultura Tibetana e di sostenere lo sviluppo economico, sociale e culturale sia dei Tibetani rimasti in Cina che di quelli profughi in India e Nepal, nel 1988 il professore e suoi studenti fondarono ASIA, Associazione per la Solidarietà Internazionale in Asia.
Fino al 1992 il lavoro di ASIA si è focalizzato sugli insediamenti tibetani in India allo scopo di migliorare le condizioni di vita dei rifugiati; in seguito l’attenzione si è rivolta sempre di più verso il Tibet etnico, nelle vastissime aree della Cina abitate dalla minoranza tibetana (Qinghai, Sichuan, TAR, Gansu).
Nel 1993 è stato presentato al Ministero degli Affari Esteri il primo progetto cofinanziato (non avendo ancora l’idoneità, il progetto fu presentato con capofila il COSV di Milano): un intervento multisettoriale volto a promuovere l’educazione, la salute, l’autosufficienza economica dei nomadi e la protezione artistico culturale nel villaggio di Gamthog, nella Prefettura di Chamdo (Regione Autonoma Tibetana).
Nel 1997 è stata inaugurata la prima scuola costruita da ASIA: una scuola tibetana elementare e media nel villaggio di Dongche, nella provincia del Qinghai, l’antica regione tibetana dell’Amdo.
Nel 1999 è arrivato il riconoscimento di idoneità da parte del Ministero degli Affari Esteri come ONG di Cooperazione Internazionale.
In questi anni le attività sono cresciute in maniera considerevole e si è passati da una gestione su base esclusivamente volontaria all’assunzione di personale con esperienza e conoscenza delle tematiche dello sviluppo e dell’emergenza e all’apertura di una sede adeguata.
Nel 2001 ASIA ha firmato il “partnership agreeement” con ECHO (l’Ufficio per gli Aiuti Umanitari della Comunità Europea) per i progetti di emergenza e, in seguito ad una serie di catastrofi climatiche verificatesi in Tibet, ha iniziato a intervenire in aiuto delle popolazioni colpite dalle calamità naturali.
In questi anni è cresciuto anche il lavoro in Italia e in Europa, con la realizzazione di progetti di educazione allo sviluppo per diffondere nella società civile la conoscenza della cultura e della realtà tibetana e più in generale le problematiche dei Paesi in Via di Sviluppo.
Negli anni 2000 ASIA si è specializzata principalmente in alcuni settori di intervento: l’educazione, la protezione del patrimonio artistico culturale, l’acqua, la salute, il nomadismo e l’ambiente.
Negli ultimi anni, si è deciso di allargare l’ambito di intervento in altri paesi del continente asiatico e, dopo la catastrofe dello Tsunami del 2005, ASIA è presente con progetti di post-emergenza e sviluppo in Sri Lanka.

Casa Editrice Shang Shung
La Shang Shung Edizioni, fondata in Italia nel 1983, cura la stampa dei testi degli insegnamenti di Chögyal Namkhai Norbu e di altri Maestri rappresentativi della spiritualità e della cultura buddhista tibetana.
Nel 2006 la casa editrice si è fusa con l’Istituto Shang Shung.
L’attività editoriale prevede la trascrizione, traduzione e pubblicazione degli insegnamenti orali dati da Chögyal Namkhai Norbu nei centri della Comunità Dzogchen Internazionale o in altre sedi, e la traduzione di testi tibetani originali per opera di traduttori qualificati.
Nel corso degli anni la Shang Shung Edizioni ha pubblicato più di cento testi, per la maggior parte di Chögyal Namkhai Norbu. Le pubblicazioni sono per lo più destinate ai praticanti della Comunità Dzogchen, ma non mancano testi di interesse generale, particolarmente utili per chi si avvicina all’insegnamento buddhista e alla cultura tibetana. La Shang Shung Edizioni, l’Istituto Shang Shung e l’International Publication Committee (IPC) della Comunità Dzogchen controllano e verificano che le traduzioni delle opere di Chögyal Namkhai Norbu nelle diverse lingue e le relative pubblicazioni siano conformi agli standard di qualità richiesti, e ne tutelano il copyright.
Segreteria Scientifica: Paolo Roberti di Sarsina, Luigi Ottaviani, Alfredo Vannacci
Segreteria Organizzativa: Paolo Roberti di Sarsina, Nadia Gaggioli, Luigi Ottaviani, Cesare Pilati

Associazione per la Medicina Centra sulla Persona Onlus
http://www.medicinacentratasullapersona.org/

28 luglio 2010

SCANDALO ESTIVO, ALLARME PSICOFARMACI AI BAMBINI

SCANDALO ESTIVO, ALLARME PSICOFARMACI AI BAMBINI: SOMMINISTRATI SENZA LA FIRMA DEL CONSENSO INFORMATO DEI GENITORI - OBBLIGATORIO PER LEGGE E PER PERIODI SUPERIORI DA QUELLI AUTORIZZATI DALLE CIRCOLARI DEL MINISTERO SALUTE. ON-LINE LE REGISTRAZIONI DELLE INTERVISTE ALLE MAMME
L’Istituto Superiore di Sanità prende le distanze (Panei): “Le ASL sono sottoposte a rigidi controlli, sarebbe un grave illecito che richiederebbe forse l’intervento della Magistratura”. Ma “Giù le Mani dai Bambini” pubblica le prove, disponibili in un file audio da oggi on-line su internet. Appello al Ministro della Salute (Poma): “Intervenga con un’ispezione nelle strutture interessate, ne va veramente della salute dei bambini italiani”
Senza sosta la polemica sulla somministrazione disinvolta ai bambini di psicofarmaci in grado di stimolare idee suicidare nei minori. Sono on-line da oggi le registrazioni audio di alcuni casi eclatanti: Gabriele, bambino down ed iperattivo sottoposto a terapie a base di psicofarmaci senza la firma del consenso informato da parte dei genitori e per un periodo ben più lungo di quello autorizzato dalle norme vigenti, caso confermato in un’intervista resa spontaneamente dalla madre, e un secondo caso del tutto simile in Lombardia, raccontato dalla Psicologa che ha in carico il bambino, mentre altri casi stanno venendo segnalati in queste ore alla sede di “Giù le Mani dai Bambini”®, il più rappresentativo comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica (http://www.giulemanidaibambini.org/).
Nella prima registrazione, la mamma afferma: “Gabriele è un bambino nato con la sindrome di down, ma anche esageratamente iperattivo: si arrampicava sui mobili, tirava giù i quadri… Pensavo che calmando l’iperattività ci si sarebbe potuti concentrare meglio sull’handicap de bambino, mi sono informata e sono finita a Pisa, facemmo una prova col Ritalin. Gabriele si calmò un pò, per qualche giorno, così tornammo a casa. Successivamente, decisero di utilizzare lo Strattera, a detta loro un “farmaco miracoloso”. Noi, speranzosi, passammo allo Strattera. Non mi era stato detto molto sul farmaco, ma soprattutto non mi hanno fatto firmare alcun consenso informato. Non conoscevo gli effetti collaterali, né che poteva essere somministrato in prima battuta per massimo 6 mesi. Inoltre Gabriele da quando ha iniziato ad assumere Strattera ha dato evidenze di autolesionismo: graffiava, mordeva sé stesso, mordeva me, ed anche altri parenti, atteggiamenti violenti che non aveva mai avuto prima di prendere Strattera, ed era ancora più ossessivo. La situazione a quel punto era diventata davvero molto brutta: avevo già pensato di bloccare l’uso dello psicofarmaco, ma nessuno mi aveva informato di come fare. Nell’ottobre del 2009, ho chiesto ufficialmente di eliminare il farmaco, ma non era la prima volta, l’avevo chiesto già prima ma non avevano dato riscontro alla mia volontà, non l’hanno sospeso. Da quando ha smesso lo Strattera è tutto sommato sereno, ha il viso più disteso, ha cambiato proprio l’umore. Gabriele senza lo psicofarmaco è tornato a sorridere, per questo non mi sono pentita di aver smesso”.
Nella seconda registrazione, la Prof. Daniela Miazza, Psicologa clinica specializzata in problemi di comportamento dell’età evolutiva, ha dichiarato riguardo a un bimbo che ha in carico in Lombardia: “Il bambino ha avuto una diagnosi di ADHD (Sindrome da Iperattività e Deficit di Attenzione, ndr), ma il problema è che a questa diagnosi al servizio pubblico siano giunti dopo avere valutato solo i questionari osservativi che tipicamente vengono dati alle insegnanti. La mamma ha molto discusso con la referente responsabile e con il neuro-psichiatra e immediatamente loro volevano prescrivere il farmaco al bambino, che non era neppure stato sottoposto ad una visita medica completa. Hanno subito proposto di somministrare lo Strattera, che è stato proposto come soluzione di prima linea, come la cura elettiva, l’intervento importante e principale e che loro ritenevano opportuno, e che all’infuori di questo il servizio pubblico non avrebbe offerto null’altro. La mamma mi ha sottolineato più volte che ha chiesto un intervento differente rispetto al farmaco, ma la risposta è stata che l’unico modo per aiutare il bambino a loro giudizio era lo psicofarmaco. Gli è stato anche stato descritto come un farmaco che non avrebbe portato alcun effetto collaterale, nulla, se non grandissimi vantaggi”
L’Istituto Superiore di Sanità (ISS), interpellato dal portavoce di “Giù le Mani dai Bambini”, ha dichiarato: “L'ISS ha stabilito in collaborazione con l'AIFA (Agenzia del Farmaco, ndr) dei rigidi protocolli d'intervento e controllo per i casi di bambini iperattivi, ed essi sono sempre in uso. I centri di riferimento per l’ADHD non possono disattendere i protocolli: una tale eventualità configurerebbe degli illeciti di vario tipo, amministrativi ed eventualmente anche penali, e laddove ciò accadesse la Magistratura sarebbe chiamata ad intervenire. L'ISS effettua un monitoraggio costante e quotidiano dei bambini e adolescenti iscritti nel registro. In caso di violazione dei protocolli, la struttura resasi colpevole di irregolarità perderebbe senz’altro l'accreditamento. Il controllo ispettivo spetta ad ASL, Regione, ISS ed AIFA. Ovviamente anche il Ministero della salute può decidere di svolgere, se lo ritenesse opportuno, un audit”
Luca Poma, giornalista e Portavoce nazionale di “Giù le Mani dai Bambini”, ha così commentato il caso: “Lanciamo due appelli importanti: uno alle famiglie, con preghiera di contattare il nostro Comitato per comunicare eventuali prassi illegittime nella somministrazione di questi potenti psicofarmaci, che com’è noto agiscono solo sui sintomi, non curano nulla, ed espongono nel lungo periodo al rischio di effetti collaterali potenzialmente pericolosi, come infarto al miocardio, gravi crisi epatiche e induzione di idee suicidare nei cervelli in via di sviluppo di bimbi ed adolescenti; in secondo luogo, al Ministro della Salute Ferruccio Fazio, affinché disponga con sollecitudine le opportune ispezioni, sospendendo le autorizzazioni a quelle strutture incapaci di tutelare il livello minimo di sicurezza per la somministrazione di queste discusse molecole. Ne va della salute dei bambini italiani in cura”
Per media-relation: 337/415305
Le registrazioni ai cui si riferiscono i virgolettati sono on-line e scaricabili cliccando sull’icona “Registrazioni audio: somministrazioni di psicofarmaci” (lato destro dello schermo) dell'homepage: http://www.giulemanidaibambini.org/.
Link diretto per chi volesse postare le registrazioni sul proprio sito/blog/forum: http://www.giulemanidaibambini.org/registrazioni.php